Frattini: liberi i tre volontari di Emergency in Afghanistan

18 Aprile 2010 0 Di ken sharo

Frattini: liberi i tre volontari di Emergency in Afghanistan.

Il ministro degli esteri dà la notizia e l’associazione di Gino Strada conferma: “Abbiamo ottenuto la libertà dei nostri senza mettere in discussione le autorità”, dice la Farnesina. “Valuteremo come tornare a lavorare”, sottolinea Cecilia Strada.

I tre operatori di Emergency arrestati in Afghanistan sono stati liberati. Garatti, Dall’Aira e Pagani sono stati rilasciati a Kabul. “Abbiamo ottenuto la 0L0PWKLA  260x140 Frattini: liberi i tre volontari di Emergency in  Afghanistanlibertà dei nostri connazionali senza mettere in discussione le autorità afghane“, dice un comunicato del ministro degli Esteri Franco Frattini. “Siamo molto felici“, dice Daniela Dall’Aira a SkyTg24. Frattini ha espresso il suo «vivo compiacimento per la positiva conclusione» della vicenda che aveva condotto sabato scorso al fermo dei tre medici italiani a Lashkar-gah, nella provincia di Helmand. Il padre di Matteo Pagani, Massimo, ha parlato con il figlio appena liberato e ai microfoni di Sky Tg 24 dice che Matteo è felice, dopo i nove giorni di prigionia, e dall’ambasciata ha detto che è molto rilassato.

“SIAMO FELICISSIMI” Cecilia Strada a caldo dichiara: “Siamo felicissimi, abbiamo vissuto giorni d’angoscia”. “Tutti i professionisti che hanno lavorato alla liberazione, lo hanno fatto bene”. Tornerà operativo l’ospedale? “Potremmo valutare modi, tempi e termini quando avremo parlato con gli operatori: lì valuteremo termini e modi del nostro intervento in Afghanistan“. “Vorrei condividere le nostre felicitazioni, in particolare con i familiari dei tre italiani con cui mi sono anche personalmente tenuto in contatto in questi giorni, che ho tenuto subito ad informare degli sviluppi positivi odierni e di cui ho sinceramente apprezzato il comportamento responsabile tenuto in questi giorni difficili per tutti“, ha continuato il ministro degli Esteri; “Ringrazio tutti coloro che hanno contribuito alla soluzione positiva del caso“, ha aggiunto il titolare della Farnesina. «Siamo felicissimi, ma adesso non vediamo l’ora di riabbracciarlo! Il ministro Frattini ci aveva già telefonato a metà mattinata, dicendo che li avrebbero liberati, ma che, per la delicatezza della fase, bisognava ancora attendere un poco». Sono le prime parole – al telefono con l’ANSA – di Nicoletta Dell’Aira, sorella di Matteo. «Il ministro – ha concluso Nicoletta Dell’Aira è stato molto gentile. In questo momento vogliamo ringraziare lui ed il nostro ambasciatore, anche perchè sono stati sempre molto puntuali nel fornirci le notizie».

IN GUEST HOUSE – I tre operatori di Emergency, secondo quanto si è appreso, hanno trascorso le ultime 48 ore non in prigione, ma in una guest house, dove hanno potuto cambiarsi e muoversi con una certa libertà. Le autorità giudiziarie afgane hanno ritenuto che le prove a carico dei tre italiani non sono sufficienti a giustificarne la detenzione, anche se l’inchiesta sull’episodio continua per fare luce sulla presenza deC 3 TopNews 86641 foto Frattini: liberi i tre volontari di  Emergency in Afghanistanlle armi e delle munizioni nell’ospedale di Laskhar Gah. La vicenda dei tre italiani, viene sottolineato dalle fonti, è stata affrontata dalle autorità locali con una attenzione e una rapidità inedite per gli standard afgani, per un fatto del genere. Dunque, una soluzione positiva cui si è potuti giungere – viene ancora rilevato -, grazie all’importante lavoro della Diplomazia italiana e dell’Aise in Afghanistan e grazie a quello che viene definito il«ruolo determinante» svolto da Saleh, il capo della Nds, i servizi segreti afgani. «Sappiamo solo che sono liberi e, ovviamente, siamo felici», dice invece il responsabile Comunicazione di Emergency, Maso Notarianni, dopo la notizia della liberazione dei tre italiani. «I nostri rappresentanti stanno andando all’ ambasciata italiana a Kabul – ha proseguito – sappiamo che i tre sono lì.». «Speriamo – ha concluso Notarianni – che siano liberi sia fisicamente sia dalle accuse».

TRA “TI AMO” E CHAMPAGNE – Un’emozione che ricorderò per tutta la vita“. Lo ha detto Paola Ballardin, moglie di Matteo Dell’Aira. “Finalmente abbiamo, mia figlia ed io, potuto parlare con Matteo al telefono“ ha raccontato la Ballardin,” la telefonata del papà ha coinciso con l’intervallo dello spettacolo a teatro a cui stavamo assistendo. Mia figlia non sapeva nulla, sapeva solo che i telefoni non funzionavano e il papà le ha detto ‘Amore mio vedrai che risolviamo il problema dei telefoni e ci sentiremo più spesso. Ho tratto un grosso sospiro di sollievo e finalmente in trenta secondi ci siamo detti almeno 300 ‘Ti Amo“. Il papà di Pagani invece racconta, subito dopo che aveva sentito il figlio al telefono da Kabul: “Matteo sta cominciando adesso a capire cosa è successo: poi ha dovuto interrompere la telefonata perchè doveva restituire il telefono all’ambasciatore e perchè gli avevano offerto un bicchiere di champagne“.  Matteo, ha aggiunto il padre, è convinto che siano passati nove giorni, e non otto, dal momento dell’arresto: “Papà li ho contati bene, sono nove“, ha detto il più giovane dei tre operatori di Emergency. “Non abbiamo parlato del fatto, ma era molto rilassato, ha concluso il signor Pagani, “sicuramente non è stato in un hotel e l’ambasciata gli sarà sembrata un paradiso”. “Sto bene”. Sono queste invece le prime parole che Marco Garatti, il medico di Emergency fermato a Lashkar Gah e liberato oggi , ha detto al telefono al fratello Franco che l’ha riferito ai cronisti nella casa della famiglia a Brescia. Marco ha riferito di trovarsi nell’ambasciata italiana a Kabul.