I finiani? Sempre presenti in blocco | l’AnteFatto | Il Cannocchiale blog

30 Aprile 2010 0 Di ken sharo

I finiani? Sempre presenti in blocco | l’AnteFatto | Il Cannocchiale blog.

Se gli uomini dell’ex leader di An si assentano per la maggioranza sono guai

Il governo che va sotto a Montecitorio sul disegno di legge sul lavoro e il berluscones Giancarlo Lehner che arriva alla rissa con i finiani Granata e Lo Presti: la scena “andata in onda” mercoledì nel bel mezzo dello scontro interno al Pdl in realtà illumina una conseguenza possibile e piuttosto minacciosa per il premier della sua rottura con Gianfranco Fini. Questa volta, i finiani c’entravano relativamente. Alla fine, arrivando alla conta degli assenti, infatti, si è visto che i 95 voti mancanti del Pdl erano equamente distribuiti tra finiani (Italo Bocchino, Fabio Granata, Antonino Lo Presti, Carmelo Briguglio, Antonio Buonfiglio, Flavia Perina, Enzo Raisi, Giuseppe Scalia, Mirko Tremaglia) e berluscones (Denis Verdini, Micaela Biancofiore, Maurizio Bernardo, Massimo Maria Berruti, Nicola Cosentino, Niccolò Ghedini, Pietro Lunardi, Lucio Stanca, Chiara Moroni, Sabatino Aracu, Giancarlo Pittelli).

Il punto però è che le assenze di questi berluscones sono all’ordine del giorno. Mentre i finiani in blocco hanno un livello di presenza elevatissimo. Guardando su Openpolis la classifica dei più assenti, si vede che tra i primi dieci sono in netta maggioranza i vicini al premier. Nell’ordine: Maria Grazia Siliquini, Niccolò Ghedini, Mirko Tremaglia, Antonio Angelucci, Denis Verdini, Giancarlo Pittelli, Marco Martinelli, Luca Barbareschi, Umberto Scapagnini e Lucio Stanca. Tra questi, solo due (Barbareschi e Angelucci) si possono annoverare tra i vicini all’ex leader di An.

Non solo. Ancor più significativo l’esame delle presenze generali dei finiani, che risultano tra i più assidui in assoluto. Della Vedova e Moffa collezionano addirittura rispettivamente il 96 e il 95 per cento delle presenze. Seguono, tra i finiani doc: Granata (89%), Raisi e Proietti (88%), Briguglio (85%), Angela Napoli (82%), La Morte (78%), Bocchino (76%), Perina (73%). E ancora: Paglia (89%), Versace (82%), Lo Presti (79%). Un dato significativo soprattutto dal punto di vista delle conseguenze politiche del lento strappo tra Fini e Berlusconi, che pur se non si è consumato del tutto è una guerra di logoramento, di nervi e di posizionamento. E allora, se i finiani che evidentemente sono preziosi per garantire i voti al governo, cominciano ad assentarsi al momento “giusto”, per il governo incidenti come quello di mercoledì potrebbero diventare sempre più frequenti.

da Il Fatto Quotidiano del 30 aprile