Equitalia: esattori senza macchia

9 Giugno 2010 0 Di Roberta-Lemma

L’on. Domenico Scilipoti dell’Italia dei Valori non si risparmia nelle sue lotte e alcuni giorni fa, nella Seduta n. 332 del 7/6/2010, interrogava il Governo e più precisamente si indirizzava al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro dell’economia e delle finanze, su un tema che sta a cuore molti italiani. Equitalia Spa.

L’onorevole Scilipoti, leggendo e interpretando appieno il pensiero di molti italiani definisce, il metodo usato da Equitalia: ‘‘ La pressione riscossiva esercitata negli ultimi anni, ha assunto connotazioni di terrorismo tributario ”.

Non è la prima volta che Scilipoti interroga il governo sul metodo usato dalla azienda di riscossione più potente della Nazione e fortemente legata all’Agenzia delle Entrate da Attilio Befera,

( Dal 2001, con la creazione dell’Agenzia delle entrate, viene nominato prima Direttore Centrale per i Rapporti con gli Enti Esterni e, successivamente, Direttore Centrale Amministrazione. Nel 2005, nasce Riscossione spa (ora Equitalia), la società di riscossione pubblica, e ne assume la guida come Amministratore delegato fino al 1° ottobre 2008 quando diventa Presidente. A giugno 2008 viene nominato Direttore dell’Agenzia delle Entrate. ).

Scrive l’onorevole Scilipoti: ” L’interrogante ha già posto il problema sulla questione delle vessazioni dei contribuenti da parte delle società locali di Equitalia con altra specifica interrogazione dei primi di maggio, ad oggi ancora priva di risposte;
da ultimo l’interrogante con la predetta interrogazione riportava quanto emerso durante la trasmissione Rai, dell’11 aprile 2010, «Report» in cui si riferiva di una differenza di trattamento tra i contribuenti morosi in relazione alle misure esecutive in materia di cartelle esattoriali Equitalia da parte di Equitalia Gerit spa almeno per il 2007 e quanto scritto da Il Fatto quotidiano, del 13 aprile 2010, in cui si riferiva dettagliatamente dell’esistenza di una circolare, inviata a Gerit, di provenienza dei vertici dell’allora Riscossione spa, poi divenuta Equitalia spa, in data ottobre 2007, nella quale era riportato un dettagliato elenco di persone, imprese e partiti a cui non bisognava inoltrare procedure esecutive e comunque si davano disposizioni di non riscuotere il dovuto all’erario. ”

Un fatto gravissimo quello descritto dall’onorevole Scilipoti, in quanto, essendo Equitalia spa una società a totale partecipazione pubblica, con il 51% delle azioni in capo all’Agenzia delle Entrate e il 49% all’INPS, non può sussistere il principio della diseguaglianza di trattamento.

Eppure l’arroganza usata da Equitalia non conosce argini o leggi, o sentenze.

La Corte di Cassazione con la sentenza n.4077 del 2010 stabiliva il divieto, da parte dell’agente di riscossione, di iscrivere ipoteca ai contribuenti per una somma inferiore agli 8 mila euro, come invece è accaduto e accade puntualmente. A proposito si è anche legiferato: legge 22 maggio 2010 n. 73, di conversione del decreto-legge n. 40 del 2010, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 25 maggio 2010, stabilisce a sua volta che l’agente della riscossione non può iscrivere ipoteca se il debito complessivamente a ruolo è inferiore a 8 mila euro.

L’onorevole è una furia: ” Equitalia sembra comunque non abbia per il passato cancellato automaticamente le ipoteche in capo ai contribuenti debitori per cifre sotto gli 8000 euro e in particolare non abbia pagato gli oneri di estinzione delle ipoteche stesse, dando luogo a dei bilanci delle società difficilmente verosimili e con presenza di voci di poste di crediti esigibili che piuttosto andavano computati come poste debitorie.

Scilipoti ad un certo punto parla di alcune indagini della magistratura su alcune sospensioni tributarie ad alcuni ” protetti ”, ed invece è stato emanato il decreto-legge n. 78 del 31 maggio 2010 che nell’articolo 29 prevede addirittura che a partire dal 2011 a seguito della notifica dell’accertamento da parte dell’ente impositore possano essere effettuati dagli agenti locali della riscossione di Equitalia le misure coattive quali pignoramenti ed ipoteche, venendo meno le attuali garanzie perlomeno delle notifiche dettagliate delle cartelle esattoriali oggi in capo all’agente della riscossione -. Nessuna tutela o difesa per gli italiani.
Scilipoti inoltre dice se: – … non sia il caso di sottoporre i bilanci delle società di Equitalia e lo stesso bilancio consolidato di Equitalia a una procedura di revisione contabile per conoscere esattamente lo stato reale dei conti in considerazione dell’analisi reale dell’esigenza, da parte di Equitalia stessa, di far fronte al pagamento degli oneri di estinzione, in luogo dei contribuenti, delle ipoteche ai contribuenti sotto gli 8000 euro.

Ma torniamo alla ” lista dei Protetti ” pubblicata da – Il Fatto – e divulgata anche da Report.

13 aprile 2010 Così titolava Il Fatto Quotidiano:

Per Forza Italia, An e Ds il fisco ordina di non sollecitare i pagamenti delle cartelle esattoriali

( alcuni stralci dell’articolo )

  • La lista degli intoccabili è trasversale e include i tre maggiori partiti. Porta la data del 16 ottobre del 2007 e si apre con Alleanza Nazionale per finire con i Ds, passando per Forza Italia. Un anonimo dirigente di Equitalia, la società dalla forma privata e dall’azionariato pubblico, creata appositamente per riscuotere i tributi, scrive alla sua controllata “Equitalia Gerit”, che si occupa di Roma e del Lazio: “Per i contribuenti sotto indicati attendere istruzione da parte della capogruppo (per cui astenersi anche da eventuali solleciti di pagamento)”. Il documento è stato mostrato da Giovanna Boursier durante la puntata di Report di domenica scorsa dedicata proprio a Equitalia. Il settimanale L’espresso, con un servizio di Primo Di Nicola del 2008, aveva raccontato già dell’esistenza di questo documento che “Il Fatto Quotidiano” pubblica integralmente. Lo scandalo non sta tanto in quello che c’è scritto ma nel fragoroso silenzio che è seguito alla puntata. Report ha mostrato l’implacabilità di Equitalia contro i cittadini inermi che si vedono ipotecata l’abitazione per un debito di poche migliaia di euro. E poi ha mostrato una nota nella quale si prescrive di non disturbare i tre principali partiti italiani per i debiti tributari.

    La lista in realtà non riguarda solo i tre partiti citati nelle prime cinque righe ma si compone di due pagine e di una tabella lunghissima di nomi, codici fiscali e procedure di riscossione in corso. Nell’elenco dei contribuenti citati tra le “morosità rilevanti” abbondano i vip e le grandi imprese. Non per tutti si prescrive l’immobilità come per i tre partiti. Anzi. Il pugno del fisco è azionato da Equitalia con un’attenta gradazione. Si va dall’estremo della massima morbidezza verso Pds, An e Fi, alla richiesta di agire contro le grandi aziende come Wind e Telecom Italia sempre però “notiziando” la sede centrale. Dopo i partiti troviamo “L’Unità Editrice Multimediale”, partecipata dai Ds, dalla famiglia Angelucci e da Alfio Marchini. Per la società si prescrive: “tenuto conto delle modalità di notifica della cartella da euro 711 mila relativa all’anno 2001, notificare solo intimazione di pagamento (che determinerà l’opposizione della debitrice) e notificare correttamente le cartelle ancora da notificare (alla società e al liquidatore)”. Nella lista poi ci sono due vip: l’allora sottosegretario del centrosinistra Bobo Craxi e Adriano Panatta. Per loro si prevede un trattamento intermedio. Equitalia invita Gerit a fare i solleciti di pagamento ma “per ogni altra attività attendere istruzioni per la capogruppo”.
    Alla settima riga si parla di un Dell’Utri al quale “ove già non fatto, iscrivere ipoteca su immobile in provincia di Cosenza”. Anche se poi subito si aggiunge: “per ogni altra attività attendere istruzioni capogruppo”. –

Gianni Barbacetto, sempre da Il Fatto aprile 2010 così riporta:

  • Un agente della riscossione esoso, ingordo, punitivo, che castiga ritardi e distrazioni con comportamenti ai limiti dell’usura. Così appare Equitalia nel servizio di Report andato in onda domenica su Raitre. Così giudicano la società di riscossione molti cittadini che ritengono di essere diventati vittime di un meccanismo inesorabile. Tra questi, il programma di Milena Gabanelli citava il professor Marco Revelli, che ha raccontato all’autrice dell’inchiesta su Equitalia, Giovanna Boursier, di aver avuto la casa ipotecata per un debito di 700 euro (qualche multa non pagata, per aver vissuto un anno all’estero). –

Ma anche il Sole 24 ore riporta la testimonianza di Michele Ainis, costituzionalista:

  • Una storia d’abusi e soprusi. Una vicenda di tasse occulte. Un viaggio nel girone dantesco della burocrazia fiscale. Squilla il cellulare e una funzionaria della banca mi dice: ‘Professore, per quella pratica di fido ci siamo dovuti fermare. Lei ha un’ipoteca sulla casa. Un’ipoteca legale’. Per un attimo mi manca il fiato in gola. Poi chiedo: ‘Da quando? E chi l’avrebbe iscritta?’ ‘Equitalia. Venga in banca, ne parliamo di persona.
    Prendi una multa. Te ne dimentichi. Anni dopo ti ritrovi un’ipoteca sull’immobile di proprietà per una cifra colossale rispetto all’ammontare originario del debito. Racconta Ainis: “Mi presento in via Colombo, a Roma, numero civico 271. Informazioni, è di quelle che ho bisogno. Mentre tutti gli altri sportelli chiudono alle 13 e 30, la fila per le informazioni era bloccata già alle 11, dieci minuti fa. Per forza, è su questa fila che c’è ressa. La maggior parte di noialtri è come il protagonista del Processo di Kafka, non sappiamo nulla del capo d’imputazione che ci pende sulle spalle”.

    Così, per otto multe mai ricevute oppure contestate e una tassa sui rifiuti non pagata, è stata iscritta ipoteca per oltre 6 mila euro. Senz’altra via d’uscita che pagare: “Per cancellare l’ipoteca devo prima estinguere il debito o in alternativa aspettare per qualche secolo le risposte giudiziarie”. –

Davanti a tali, gravi, intolleranti fatti, documenti e notizie gli italiani si chiedono cosa aspetta il Governo, garante della democrazia e della giustizia a intervenire?

Che si risponda quindi all’onorevole Domenico Scipoliti, che si risponda ai documenti e alle indagini, che si fermi questa meschina macchina affossa – diritti.

Questa è una Italia che affonda e sanguina per le molteplici coltellate infertegli dagli stessi Governanti. Diffondete il messaggio, stampate e divulgate, denunciate a più riprese, presentatevi alla GdF.

Assediare lo Stato che insidia le vostre vite!