Qual è lo Stato che censura più duramente Internet? – LASTAMPA.it

24 Settembre 2010 0 Di ken sharo

Qual è lo Stato che censura più duramente Internet? – LASTAMPA.it.

DI E. ZUCKERMANN, TRADOTTO DA G. RESTA
Probabilmente molti risponderanno l’Iran e la Cina, e per entrambe le risposte ci sono ottimi motivi. Sami ben Gharbia sostiene in un importante saggio assolutamente da leggere , che gran parte del mondo arabo è decisamente ostile al dialogo su Internet e vi impone pesanti filtri, ma la cosa non riceve molto attenzione in quanto i leader arabi sono spesso allineati con gli obiettivi della politica estera statunitense. Se entriamo nel merito degli aspetti tecnici, il primo premio va quasi certamente alla Corea del Nord, che vieta l’accesso a Internet ai propri cittadini. Ma rispetto alla decisa censura della Rete, allora viene prima il Vietnam.Sono almeno quaranta le nazioni che filtrano variamente i contenuti internet accessibili ai cittadini. Il Vietnam va decisamente oltre: sorveglia, perseguita e arresta i blogger. Ci sono prove sufficienti per dimostrare che il governo vietnamita ricorre ad attacchi tipici degli hacker, tra cui il cosidetto DoS (Denial of Service, blocco del servizio), per mettere a tacere i forum di discussione o intimidirne i partecipanti. In un attacco incredibilmente spudorato, fecero circolare un perfido virus (trojan) presentandolo come un comune driver per tastiera necessario per scrivere in vietnamita sui computer Windows.

Come evidenziato da un commentatore in calce a un mio post precedente sulla censura in Vietnam, i gruppi a sostegno della democrazia non sono gli unici ad essere presi di mira dal governo vietnamita. Bauxiteinfovietnam, un sito colpito da attacchi DoS, è la colonna portante di una campagna contro una miniera di bauxite in una zona dai delicati equilibri ambientali, che non è esattamente una protesta esplicitamente politica. Oltre ad essere aggressivo nel censurare le opinioni a favore del cambiamento democratico, il governo vietnamita non si lascia certo sfuggire altre forme di dissenso.

Visto il difficile contesto per la libertà di parola in Vietnam, mi ha entusiasmato sapere da Duy Hoang che l’organizzazione pro-democrazia Viet Tan ha lanciato un nuovo sito web che aiuta i vietnamiti a eludere il firewall nazionale. Nofirewall.net offre un’ampia raccolta di risorse relative alla sicurezza su internet, tutte tradotte in vietnamita. Per inciso, il sito è ospitato su Blogspot.com, e non perché Viet Tan voglia economizzare. Molti attivisti scelgono di utilizzare Blogspot o WordPress perché ritengono che i loro siti personali saranno colpiti da attacchi tipo il DoS. E poi, è molto più difficile danneggiare le vaste webfarm di Google con certi attacchi, piuttosto che distruggere un provider di terz’ordine.

Alcuni manuali del sito ‘No Firewall’ sono stati pubblicati inizialmente dai bravi ragazzi di FLOSS Manuals, e infatti gran parte del contenuto è tratto da “How to Bypass Internet Censorship”, manuale scritto durante un “book sprint” svoltosi nello Stato di New York, che inlude contributi di Sesawe, del gruppo di FLOSS Manuals e di altri autori coinvolti nella sulla sicurezza di internet.

Viet Tan è riuscita a produrre una versione vietnamita del manuale FLOSS in questione, grazie al fatto che quei testi vengono generalmente rilasciati in base alla Gnu Public License versione 2.0. Stando così le cose, Viet Tan è libera di tradurre e ridistribuire il manuale, utilizzando una licenza open source compatibile con il testo stesso. L’uso di licenze aperte per i manuali FLOSS è uno degli aspetti più importanti del progetto, in quanto il lavoro svolto dagli autori può essere così diffuso ampiamente in ambiti diversi. Ed è proprio l’aperta traducibilità dei manuali FLOSS il motivo principale della loro importanza. È stato emozionante vedere un esempio di questo potenziale messo in pratica, e sono felice che queste risorse siano ora disponibili alle persone di lingua vietnamita sparse per il mondo.

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