Albergatore offre 200 posti ai profughi, ma Verona dice di no – Il Messaggero

27 Marzo 2011 0 Di luna_rossa

Albergatore offre 200 posti ai profughi, ma Verona dice di no – Il Messaggero.

fotografia web da redazione N.R.

VERONA – A Verona nessuno vuole ascoltare Giorgio Tedeschi, titolare del residence Manager’s: «Sono pronto a mettere a disposizione otto dei dieci piani del mio albergo – spiega Tedeschi – 96 stanze per circa 200 posti con relative colazioni e pasti, basta che qualcuno mi dica cosa devo fare».

L’imprenditore si è rivolto a Prefettura e Provincia ma sino ad oggi non ha avuto risposte. Vuole rispondere alla richiesta del governo ma sembra una voce fuori dal coro di un Veneto, non solo leghista, che tentenna per accogliere i profughi. Il suo palazzone è nel verde della campagna di Verona sud e potrebbe essere un’ideale primo rifugio. Ha avuto l’idea dopo aver saputo che Verona avrebbe messo a disposizione al massimo una trentina di letti. «Mi disturbava – dice – far passare la nostra categoria come una sorta di lobby razzista».

A difendere Tedeschi entra in scena il presidente di Confuturismo Veneto e di Federalberghi Veneto Marco Michielli: «Non dobbiamo dimenticare – dice Michielli – che è un dovere accogliere chi fugge da un conflitto. Altra cosa sono i clandestini e su questo, anche se non ho la tessera del Carroccio, sono d’accordo con il presidente del Veneto Luca Zaia».

A Verona però Tedeschi sbatte contro un muro di gomma. «È un’ipotesi difficilmente praticabile – commenta il presidente degli albergatori di Confcommercio Verona, Beppino Olivieri – Non lo conosco ma so che si tratta di un residence, non di un albergo. In ogni caso ho pensato a questa possibilità, ma come facciamo a dare camere avendo davanti Vinitaly che le fa occupare tutte. Anche il nuovo hotel che sarà inaugurato a giorni ha già quasi tutte le stanze riservate».