Da Unabomber al bunga-bungaPaniz difenderà la Minetti? – Italia – l’Unità

8 Aprile 2011 0 Di ken sharo

Da Unabomber al bunga-bungaPaniz difenderà la Minetti? – Italia – l’Unità.

maurizio paniz

Silvio Berlusconi depositerà il copyright e chiunque vorrà usare l’espressione bunga bunga dovrà versare i diritti al legittimo proprietario. L’onorevole avvocato Maurizio Paniz potrebbe fare lo stesso con un’altra affermazione destinata a passare alla storia: «Berlusconi quella sera del 27 maggio poteva essere legittimato a pensare che Ruby potesse essere la nipote del presidente Mubarak. Questo è frutto di un mio convincimento e di una corretta lettura degli atti».

Oppure con quest’altra: «La prescrizione breve non è una norma a favore di Berlusconi». Sarà che tutto questo lo dice con quel fare mitteleuropeo, lui che è di Belluno e sfoggia barba e capelli da alto ufficiale asburgico. Fatto è che ben 314 deputati hanno creduto alla faccenda di Ruby nipote di Mubarak; che la prescrizione breve diventa legge in nome del giusto processo e che Paniz è un novello Ghedini o poco ci manca.

La sua vita è cambiata da quel 5 febbraio in cui tra gli applausi della parte destra dell’aula spiegò convinto e con enfasi al paese che Berlusconi chiamò in questura non per tutelare se stesso ma nella convinzione di evitare un incidente diplomatico con l’Egitto. Subito dopo lo chiamò il premier al telefono. La svolta. Che ora potrebbe avere un certo ritorno. In chiave professionale, s’intende.

Voci insistenti lo danno per esempio come avvocato di Nicole Minetti, in affiancamento e o in sostituzione di Daria Pesce, l’avvocato milanese che sarà anche berlusconiana di origine ma in alcune occasioni pubbliche, ha detto: «Il Presidente del Consiglio, uomo che conosco da trent’anni e considero molto intelligente, deve farsi processare e non sfuggire alle aule di giustizia».

Ora è chiaro che una così è più facile che Berlusconi l’abbia per traverso che per diritto. Ed è altrettanto chiaro che Minetti, a suo tempo, per sua ammissione, «innamorata» del premier e «da lui ricambiata», sia l’anello debole nella filiera degli indagati, assai più di Mora, Fede e dello stesso premier. Sicuramente colei che, per posizione e per età, ha più da rimetterci da tutta questa storia.

Per garantirle un’assistenza più completa, magari per evitare qualche sorpresa o intemperanza o cedimento, za , Si racconta che ogni giorno, o quasi, il Cavaliere o qualcuno in sua vece, faccia arrivare al consigliere regionale convinti suggerimenti per scegliere Paniz come legale. Almeno in aggiunta a Daria Pesce.

L’interessato, cioè Paniz, smentisce ogni ipotesi. Senza troppa convinzione, però. E suggerisce di dare un’occhiata al suo curriculum. Di avvocato penalista. E di parlamentare, come a dire che eventualmente sarebbe, da parte della Minetti, una scelta sacrosanta. Difese, Paniz, il presunto Unabomber nostrano, Elvo Zornitta. Ed è stato il primo firmatario di una legge utile e sacrosanta: il cascho obbligatorio sulle piste di sci.

Ma ciò di cui va molto fiero è la legge sull’affidamento condiviso dei figli. In attesa di vederlo in aula a smontare i bunga bunga, il suo nome è sicuramente destinato a passare alla storia per la prescrizione breve. Come Cirami e Cirielli, padri storici di due delle più famose leggi salva-premier.