Consulenze, indagata la moglie di Papa – Corriere della Sera
4 Agosto 2011Le carte – Entro la settimana il Riesame deciderà sulla scarcerazione del deputato pdl
Consulenze, indagata la moglie di Papa
Competenza, carteggio tra il procuratore
di Napoli e il collega romano
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Alfonso Papa con la moglie Tiziana Rodà |
NAPOLI – Venerdì, o al massimo sabato, Alfonso Papa, il deputato pdl indagato nell’ambito dell’inchiesta sulla cosiddetta P4 di Luigi Bisignani, saprà se gli toccherà trascorrere l’estate nel carcere di Poggioreale o potrà tornarsene a casa. L’udienza sul ricorso presentato dai suoi legali al tribunale del Riesame è iniziata mercoledì: i pm Francesco Curcio e Henry John Woodcock hanno presentato nuovo materiale d’accusa, la difesa ha invece cercato di sostenere l’esistenza di un vizio di forma che avrebbe evitato la discussione e provocato la sicura scarcerazione di Papa. Davanti ai giudici del Riesame si è presentato soltanto l’avvocato Carlo Di Casola, motivando l’assenza del suo collega Giuseppe D’Alise con un difetto della comunicazione inviatagli dalla cancelleria del Tribunale. Una questione formale che i pm hanno contestato e che alla fine i giudici non hanno accolto.
Di Casola si è anche opposto all’acquisizione delle carte presentate dalla Procura, dalle quali emerge forse la novità più importante di questa fase dell’inchiesta: una nuova ipotesi di reato per il parlamentare, e la comparsa sulla scena della P4 anche di sua moglie, l’avvocato Tiziana Rodà. Entrambi sono indagati per concorso in concussione in riferimento alle consulenze che Rodà ha ottenuto in passato con Eni e Enel, dove, secondo Curcio e Woodcock era determinante l’influenza di Bisignani.
I pm hanno depositato anche i verbali di interrogatori molto recenti, a dimostrazione che la loro attività investigativa va avanti anche dopo le ordinanze di custodia cautelare chieste e ottenute dal gip. Appena il 26 luglio è stato riascoltato Marcello Fasolino, imprenditore nel settore energetico, che non solo ha confermato quanto già disse ai pm nel marzo scorso, e cioè di aver versato denaro a Papa, ma ha raccontato anche i dettagli di questi presunti pagamenti. «Le dazioni di denaro al Papa – ha detto Fasolino – (…) le collocherei nel periodo durante il quale il Papa già stava al ministero essendo Castelli ministro. In particolare ricordo la prima dazione: era da poco entrato in vigore l’Euro e gli corrisposi nell’androne del suo palazzo a Napoli una somma contante di 1.000-1.500 euro (…) Nel corso del tempo gli ho corrisposto somme di denaro per complessivi circa diecimila euro».
La presunta tangente pagata a Napoli fisserebbe con chiarezza la competenza territoriale alla Procura partenopea, eppure da un carteggio del marzo scorso tra il capo dell’ufficio Giovandomenico Lepore e il procuratore di Roma Giovanni Ferrara, pure sottoposto ai giudici del Riesame, emerge un tentativo di spostare l’intera inchiesta nella capitale. Dopo una riunione tra i pm napoletani e l’aggiunto romano Giancarlo Capaldo, Ferrara invita Lepore a «valutare di trasmettere per competenza a questo ufficio il procedimento contro Luigi Bisignani e altri in riferimento ai fatti di competenza romana». Ma il suo collega, facendo riferimento anche alle attività investigative autorizzate dal gip, risponde che «al momento la competenza territoriale appare della Procura di Napoli».
Fulvio Bufi
04 agosto 2011 09:49