Berlusconi: “Mio dovere andare a Bruxelles” – Quotidiano Net

11 Settembre 2011 0 Di luna_rossa

Berlusconi: “Mio dovere andare a Bruxelles” – Quotidiano Net.

l premier: falsità su di me, con la manovra abbiamo salvato l’Italia

Il presidente del Consiglio spiega di non essere riuscito ad anticipare l’incontro con i vertici europei a lunedì. Ecco perché salterà quello con i giudici di Napoli che indagano sul caso Tarantini

Il premier Silvio Berlusconi (Alive)

Roma, 11 settembre 2011 – “Ho cercato di andare lunedì, ma non è stato possibile e gli appuntamenti sono stati fissati martedì”. Silvio Berlusconi si giustifica così per la coincidenza tra l’incontro con i vertici europei che lo porterà a Bruxelles propio nel giorno in cui avrebbe dovuto vedere i magistrati napoletani che indagano sul presunto ricatto ai suoi danni da parte dell’imprenditore Giampaolo Tarantini, della moglie e del giornalista Valter Lavitola.

”Io – spiega il premier – faccio le cose che si devono fare. Dopo la decisione di Stark di lasciare la Bce si è posto come importante il problema di rassicurare tutte le istituzioni europee, la commissione, il consiglio dei capi di Stato e di Governo e il Parlamento europeo della serietà della nostra manovra, della tenuta dei nostri conti pubblici e della situazione di benessere dell’intera nostra economia. Credo sia mio dovere recarmi a Bruxelles e Strasburgo per questi incontri. Anche se – aggiunge – i mercati vanno per conto loro come un orologio rotto che segnano l’ora giusta due volte al giorno”.

 

Poi, nel suo ormai tradizionale messaggio audio della domenica al sito dei Promotori della Libertà, il premier torna a parlare della nuova manovra di agosto grazie alla quale il governo ha “salvato in nostri conti, e in definitiva abbiamo salvato i risparmi dei cittadini italiani, abbiamo salvato l’Italia”.

 

“Con la manovra approvata nei giorni scorsi – spiega Berlusconi – abbiamo posto le premesse perché l’Italia raggiunga il pareggio di bilancio entro il 2013″ raggiunto “per la prima volta nella storia a partire dal 1876”.

 

“La manovra – prosegue il presidente del Consiglio – ci è stata chiesta dall’Europa, dalla Bce, ci è stata imposta in tempi molto stretti dai mercati. Penso che abbiamo lavorato bene – aggiunge – per rendere la manovra più equa possibile, sia pure con il necessario rigore. Il ritocco dell’Iva di un punto dal 20 al 21% non colpisce i beni di prima necessità. Soltanto ai contribuenti più facoltosi, con redditi dai 300 mila euro in su, è stato chiesto un onere del 3% in più sino a quando non avremo raggiunto il pareggio di bilancio. Ma questa è l’unica eccezione al principio che ho sempre rispettato di non mettere le mani nelle tasche degli italiani”.

 

“I costi della politica saranno ridotti con varie misure – dice ancora il Cavaliere – su tutte ricordo l’abolizione delle province. Il pareggio di bilancio diventerà un obbligo stringente posto dalla Costituzione. In questo modo abbiamo tutelato i risparmi delle famiglie e abbiamo esentato dai sacrifici le fasce sociali più deboli”.

 

“Dovete spiegarlo a tutti – ha concluso Berlusconi -. Forse non basterà quello che abbiamo fatto e quello che voi farete a riequilibrare le infinite falsità che vengono scritte in questi giorni, anche su di me come persona, ma io credo che di certo sarà una missione positiva, una missione di verità”.