Tremonti: presto misure per la crescita Napolitano vede Draghi al Quirinale – Il Messaggero

11 Settembre 2011 0 Di luna_rossa

Tremonti: presto misure per la crescita Napolitano vede Draghi al Quirinale – Il Messaggero.

Manovra, Alemanno e Pisapia uniti contro i tagli
del governo: patrimoniale per chi ha di più

ROMA – Il ministro dell’Economia,Giulio Tremonti, promette nuovi interventi per la crescita. Intanto il presidente della Repubblica, Giorgio apolitano, ha ricevuto questa mattina al Quirinale il Governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi. I due si sono visti oggi per uno scambio di vedute sulla situazione che si è determinata dopo le dimissioni del capo economista della Bce, Jurgen Stark e per un approfondimento e una valutazione della crisi, sulla quale tra i due non ci sono divergenze di opinione.

L’incontro, il giorno dopo le ennesime turbolenze sui mercati e le dimissioni di Stark, sarebbe servito anche a sgombrare il campo dall’ipotesi che ci sia in Europa un caso politico Italia. Come più volte sottolineato sia nelle comunicazioni ufficiali sia nelle parole del numero uno dell’Eurotower Jean Claude Trichet, il passo indietro dell’esponente tedesco è dovuto a motivazioni «personali». Ovvero, la sua nota contrarietà a proseguire negli acquisti di titoli italiani da parte della Bce è una posizione da considerarsi «personale» e non del governo tedesco, che per altro si è detto pronto a sostituire Stark in tempi brevi.

Napolitano e Draghi concordano che l’obiettivo prioritario sia quello di mandare in porto la manovra nel più breve tempo possibile. Per poi affrontare il tema della crescita. Le massime autorità europee guardano infatti alla capacità dei governi di coniugare il risanamento dei conti con la necessità di sostenere la crescita e attuare le riforme strutturali. L’incontro di oggi dà in sostanza seguito all’attenta vigilanza sulla situazione economica italiana, che ha caratterizzato l’operato del Capo dello Stato dall’inizio della crisi, così come l’impegno di Mario Draghi nel suo ruolo.

«Ce la dobbiamo fare, ce la possiamo fare. Io non ho mai dubitato un solo momento della capacità di un paese come il nostro che si è rialzato da cadute tremende, di trovare la strada di un nuovo sviluppo nel prossimo futuro», ha poi affermato Napolitano a proposito della crisi finanziaria il presidente della Repubblica in una intervista a Bruno Vespa che andrà in onda stasera nello speciale «Porta a Porta» in occasione dell’anniversario dell’attentato dell’11
settembre.

Napolitano sottolinea la necessità di «saper ritrovare un forte cemento unitario, una forte
coesione nazionale e sociale». L’apparizione di nuovi competitori mondiali, sottolinea il capo dello Stato: «L’Italia ha mostrato e sta mostrando, insieme con i suoi punti di forza che ci sono, e guai a sottovalutarli, anche i punti deboli, i problemi irrisolti che si trascina da troppo tempo dietro». Ce la faremo Presidente? Domanda Vespa: «Ce la dobbiamo fare, ce la possiamo fare – replica Napolitano – Io non ho mai dubitato un solo momento della capacità di un paese come il nostro che si è rialzato da cadute tremende, di trovare la strada di un nuovo sviluppo nel prossimo futuro». «Per questo è indispensabile più di una cosa», spiega Napolitano. «La prima cosa è capire quanto sia cambiato il mondo».

«Siamo nel 2011 e bisogna trarne tutte le conseguenze, anche dal punto di vista delle nostre aspettative e dei nostri comportamenti, individuali e collettivi. E la seconda cosa da capire – sottolinea ancora – è che noi ci siamo rialzati da cadute tremende del passato come dopo la Seconda guerra mondiale perchè abbiamo saputo trovare un forte cemento unitario nazionale al di là delle divisioni politiche che pure negli anni ’40-’50 erano molto aspre. Dobbiamo saper ritrovare egualmente il modo di costituire un forte cemento unitario, una forte coesione nazionale e sociale nell’interesse del nostro Paese».

Tremonti: la prossima settimana misure per la crescita. «La prossima settimana, dopo aver in questa affrontato il pareggio di bilancio, faremo un tagliando all’economia e ai provvedimenti per la crescita – ha detto il ministro dell’Economia a margine del vertice G7-G8 di Marsiglia – Se ci sarà qualcosa da cambiare nei provvedimenti sulla crescita lo faremo e, se necessario, ne aggiungeremo altri». Il ministro ha utilizzato la metafora di «un viaggio che deve avere una strada, una meta e una macchina. La stradaè il pareggio di bilancio e lo faremo, visto che con il lavoro compiuto la settimana scorsa l’abbiamo definita. L’auto, che è la crescita, deve avere un motore buono, la benzina, i pezzi di ricambio e nessun ostacolo. La prossima settimana dobbiamo fargli il tagliando. La benzinac’è ma dobbiamo fare il tagliando alle misure già varate sullo sviluppo, ne abbiamo fatte oltre 40, ora dobbiamo capire se sono conosciute, comunicarle meglio e capire se funzionano». Tremonti ha detto di averne già parlato con «il vicedirettore generale della Banca d’Italia Ignazio Visco, con l’Ocse, la Commissione Europea» che si sono detti interessati.

La crisi finanziaria mondiale, che dura oramai 4 anni, «è stata gestita ma non superata» e «molti paesi cominciano ora a capire che sono stati fatti molti errori» e se ne «è parlato come se fosse un ciclo economico e non un cambiamento epocale – è l’analisi di Tremonti – Quando a Parigi presero d’assalto la Bastiglia il re Luigi XVI chiese se fosse una rivolta, gli risposero che era la rivoluzione. Lui non capì e gli tagliarono la testa». Per il ministro anche i termini usati in questi anni «come exit strategy, recovery o stimulus sono da ciclo economico».

Il relatore e il governo: la manovra è blindata. «Le turbolenze dei mercati impongono di fare presto e per questo la manovra verrà approvata la prossima settimana – ha detto il relatore Remigio Ceroni del Pdl, spiegando che il testo del decreto non verrà modificato – Lunedì pomeriggio ci sarà la discussione generale in Aula, martedì la richiesta di fiducia e mercoledì il voto. I temi aperti verranno ripresi a fine mese con la legge di stabilità». Ceroni ha spiegato così perchè non ha dato nessun parere favorevole agli emendamenti e «l’esito dei mercati di ieri conferma la giustezza di queste posizioni». La manovra «è questa» e non si cambia, gli fa eco il sottosegretario all’Economia, Bruno Cesario. «Noi riteniamo che basti così, è forte, mette al riparo i nostri conti e ha avuto apprezzamento a livello europeo». Cesario esclude anche un nuovo intervento sulle pensioni. «Siamo soddisfatti».

La Lega ieri era andata contro le indicazioni del governo e aveva presentato una ventina di emendamenti alla manovra blindata. Un’alzata di testa durata alcune ore perché in serata la Lega ha votato con la maggioranza respingendo gli emendamenti dell’opposizione sulle indennità dei parlamentari. Proposte di modifica che erano identiche a quelle presentate dal Carroccio. Si chiedeva in pratica di tornare al testo originario della manovra ripristinando il taglio del 50% delle indennità dei parlamentari che svolgono anche un’altra professione.

Massimo Polledri della Lega, firmatario di uno degli emendamenti che riportavano il taglio dell’indennità ai parlamentari-professionisti ha detto che il Senato ha fatto «un errore» e che i parlamentari «non possono permettersi di non essere rispettati. In un periodo in cui si chiede l’austerità il Paese deve aver sul ponte di comando qualcuno di fiducia e specchiato». Tuttavia, ha aggiunto l’esponente della Lega riferendosi all’esigenza di approvare la manovra senza un terzo passaggio in Parlamento, «se c’è la necessità di dare risposte in tempi brevi ci auguriamo che questo discorso possa essere riaperto».

Dopo il dietro-front sulla questione indennità dei parlamentari, la Lega stamani ha fatto marcia indietro anche sul contributo di solidarietà e sulla super-tassa ai calciatori. I tre emendamenti presentati dal Carroccio non sono stati «segnalati» e quindi non sono stati votati. A sollevare la questione è stato Massimo Vannucci del Pd che ha fatto i «complimenti» alla Lega per le proposte di modifica. Vannucci ha parlato anche di «grandi convergenze» con il Carroccio e ha chiesto di sottoscrivere gli emendamenti e di metterli al voto. «Sono anche disposto a mettere in discussione il diritto di sciopero – ha proseguito ironico Vannucci – perché il Paese ha bisogno di panem et circenses e poi non fare le partite di calcio potrebbe comportare problemi di ordine pubblico».

I sindaci di Roma e Milano, Gianni Alemanno e Giuliano Pisapia, vorrebbero una patrimoniale che tassi chi ha di più. Durante il dibattito alla festa dei giovani del Pdl, Atreju 2011, il primi cittadino di Milano ha spiegato che «con una patrimoniale seria è possibile, non solo scovare i veri evasori ma anche far pagare di più a chi ha di più, credo si equo e giusto». Anche Alemanno è dello stesso parere: «E’ impensabile che in questo paese non ci sia una tassa patrimoniale che faccia pagare di più chi possiede grandi patrimoni».

I due sindaci di Roma e Milano lontani politicamente e sui valori ma uniti quindi in un asse che dice no ai tagli imposti dalla manovra economica. Uniti non solo in piazza, ma anche nelle parole pronunciate a commento delle misure che stroncano gli enti locali e che mettono a rischio i servizi per i cittadini. Pisapia e Alemanno sono d’accordo perché, secondo il primo cittadino di Milano, «tra sindaci è fondamentale ci sia un legame nel momento in cui c’è una lotta comune per combattere e contrastare la manovra vergognosa del governo». Per Alemanno «una manovra che si doveva fare ma che va corretta con provvedimenti futuri». In ogni caso «sul tema socio-economico sicuramente sì», ci sono punti in comune con Pisapia mentre «emergono differenze sul versante dei valori. Sui problemi delle città e dello sviluppo il discorso è simile».

E infatti i sindaci si troveranno a dover sopportare tagli che limitano i servizi ai cittadini. Alemanno avverte: «Rischiate di non vedere più l’autobus alla fermata; magari è sporco, magari non vi piace, ma è sempre meglio averlo che non averlo». E poi, c’è l’incognita cantieri «che rischiano di essere chiusi» per questo «non protestiamo per darci un tono: la situazione è drammatica».