LAV: le nostre campagne- Uova illegali, LAV chiede a Ministro controlli e severità.

24 Gennaio 2012 0 Di ammiano marcellino

LAV: le nostre campagne – allevamenti – allevamenti – news allevamenti ii.

  • 24/01/2012
  • La LAV esprime il proprio disappunto per le dichiarazioni espresse dal Ministro delle Politiche Agricole e Forestali Mario Catania in merito alla procedura d’infrazione avviata dalla Commissione Europea nei confronti dell’Italia a causa del ritardo nella messa al bando, dal gennaio 2012, delle gabbie convenzionali per le galline ovaiole: “La situazione è in rapido miglioramento (…) La procedura partirà comunque – ha dichiarato il Ministro all’Agenzia Ansa – ma l’iter è lungo e spero che prima arrivare davanti alla Corte di giustizia ci sia una ragionevole decantazione di tutto il problema“. “Le dichiarazioni del Ministro Catania non sono accettabili perché parlare di ‘decantazione del problema’ significa solo proseguire la politica del ‘non fare’ delle Istituzioni agricole e sanitarie, che ha portato molti allevatori a non rispettare una fondamentale norma europea di benessere degli animali e lasciar passare ben 13 anni senza alcuna politica attiva e di riconversione come avvenuto, invece, in altri Paesi dell’Unione Europea – dichiara Roberto Bennati, vicepresidente LAV – La situazione non sta rapidamente migliorando e ci domandiamo su quali dati il Ministro Catania fondi le sue affermazioni dal momento che, ad oggi, l’Italia non ha ancora risposto alle richieste ufficiali di Bruxelles di fornire stime circa la detenzione di galline in gabbie di batteria convenzionali, illegali dal 1 gennaio. Dal Ministro Catania, con una solida esperienza a Bruxelles e una dichiarata volontà di perseguire politiche europeiste, ci aspettiamo un cambiamento di rotta in favore della fine delle gabbie di batteria”. “Il ministro Catania chiarisca subito quali azioni urgenti intende porre in essere per verificare come sono immesse in commercio oggi le uova provenienti da galline allevate in sistemi illegali e disporre immediate ispezioni da parte dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari del Ministero delle Politiche agricole e forestali – prosegue Bennati – Non riusciamo a capire come si possa spiegare ai consumatori italiani che oggi stanno comprando uova etichettate come legali e invece sono delle uova illegali, e vogliamo sapere come si possano mettere in commercio milioni di uova la cui commercializzazione dovrebbe essere immediatamente sospesa in base alle norme sulla commercializzazione delle uova stesse. Questo aspetto è prioritario per la tutela del consumatore e crediamo fermamente non si possa ‘far decantare’ un inganno di tale portata per i consumatori”.Per saperne di più visita il sito Galline libere.