Si alza il coro delle mille proteste – Quotidiano Net – Primo piano

21 Gennaio 2012 0 Di luna_rossa

Si alza il coro delle mille proteste – Quotidiano Net – Primo piano.

Sit-in degli avvocati. Professionisti, artigiani e commercianti contro il decreto

I benzinai pronti a dieci giorni di sciopero Serrata delle farmacie. Avvocati, notai, farmacisti, commercianti, artigiani, non ce n’è uno che non protesti

 

Avvocati sul piede di guerra (Ansa)

Avvocati sul piede di guerra (Ansa)

Roma, 21 gennaio 2012 – SE A QUALCUNO non era ancora chiaro perchè l’Italia è il Paese dei veti incrociati il cui sport nazionale è fare catenaccio, dopo le audaci liberalizzazioni del giovane governo Monti, gli sarà sicuramente più evidente.
Avvocati, notai, farmacisti, commercianti, artigiani, non ce n’è uno che non protesti. E naturalmente scendono in lizza le mille sigle e sottosigle che tutelano gli interessi di gruppo e sottogruppo. Guai a chi tenta di cambiare qualcosa. Prima ancora che il decreto governativo fosse messo nero su bianco, per il solo fatto d’esser citate, le singole categorie erano tutte sul piede di guerra, con avvocati e benzinai già pronti a passare alle vie di fatto, snocciolando ciascuna il suo Cahier de doléances.

GLI AVVOCATI, i più arrabbiati, denunciano «le liberalizzazioni selvagge della professione forense che puntano alla rottamazione del processo civile», i notai si limitano a dire che non «è certo questo il momento di aumentare la pianta organica». Inferociti i farmacisti, che si appellano al Parlamento affinché modifichi il decreto. Nell’attesa, Federfarma ha proclamato lo stato di agitazione e la serrata delle farmacie. Tempi e modi si conosceranno oggi. Quanto ai negozi, la Confcommercio spiega che orari liberi e apertura domenicale non potranno essere sopportati da piccoli negozi che finiranno per soccombere alla grande distribuzione, Confimprese spara contro l’omissione dell’articolo 2 del decreto che cancella «una norma da tempo auspicata».

MENTRE professioni e corporazioni si sono date appuntamento lunedì a Napoli e già oggi a Milano per un meeting al Teatro Dal Verme dove hanno annunciato la loro presenza i rappresentanti dei circa 700 Ordini e Collegi Professionali aderenti al Forum che raggruppa più di 800.000 professionisti, gli avvocati, precipitosamente riunitisi ieri in assemblea nazionale unitaria, hanno annunciato ben 14 iniziative di lotta che vanno dall’astensione dalle udienze il 23 e 24 febbraio, ai sit-in di protesta negli uffici giudiziari e davanti ai palazzi del potere. Minacciano di seppellire premier e ministri sotto una montagna di fax per chiedere di essere ricevuti subito e di portare le loro lagnanze persino al Papa che li riceverà in udienza il 22 febbraio. Anche se ai margini della protesta, non possono essere ignorate le lagnanze dei carrozzieri di Confartigianato e Cna che si sentono danneggiati dall’articolo 35 del decreto in materia di Rc Auto perchè, dicono, così «l’automobilista/assicurato non può più scegliere di farsi riparare l’auto da chi vuole, tranne se non decide rimetterci di tasca propria il 30% di quanto gli è dovuto». Chi rischia di far più male a tutti sono però i benzinai, già in stato di agitazione, che minacciano dieci giorni di sciopero, anche se la legge gliene consentirebbe solo tre, per protestare contro la mancata liberalizzazione annunciata dal Governo.

MOLTI NEMICI, molto onore. Ma quel che è certo è che l’avversario più ostico Monti se lo ritroverà in parlamento, dove qualcuno gli chiederà di «ristabilire la certezza del diritto», come ha fatto ieri Mediaset, appena appresa la notizia della sospensione della procedura del beauty contest per le frequenze digitali tv.

di Stefano Grassi