La Stampa – L’America in coda per comprare armi in attesa del bando

13 Gennaio 2013 0 Di luna_rossa

Martedì le nuove regole
della Casa Bianca
E il fucile del killer
della scuola va a ruba
maurizio molinari
corrispondente da new york

Armerie prese d’assalto in Iowa, file per acquistare fucili e munizioni in California, sgomitate fra i clienti in Wisconsin: gli americani affollano i negozi che vendono armi da fuoco in una corsa collettiva contro il tempo che ha fatto registrare in dicembre oltre 2 milioni di acquisti per anticipare le misure restrittive che l’amministrazione Obama annuncerà martedì.

A riassumere la corsa alle armi è il dato mensile con cui la «National Shooting Sports Foundation» indica il numero di controlli eseguiti su cittadini americani che acquistano qualsiasi tipo di pistola, fucile o munizione. In dicembre sono stati 2,2 milioni ovvero il 58,6% in più rispetto allo stesso mese del 2011 descrivendo una fenomeno omogeneo in tutti Stati Uniti. Per l’Fbi il numero degli acquirenti controllati nel 2012 è stato di 19,6 milioni, con un aumento del 19% sul 2011. Se alla fine del 2008 un più contenuto aumento della vendita di armi fu dovuto all’elezione alla presidenza di Barack Obama, per il timore di una generica limitazione del diritto di portare armi, in questa occasione il boom di acquisti segue il massacro di bambini a Newtown, in Connecticut, perché molti americani ritengono verosimile che il Congresso ripristini una misura specifica: il bando delle armi d’assalto, in vigore dal 1994 al 2004. E dunque vogliono assicurarsi di averne a sufficienza in casa. Questo spiega perché gli acquisti in dicembre si sono concentrati sul fucile semiautomatico AR-15, l’arma con cui Adam Lanza ha fatto strage nella scuola elementare «Sandy Hook» di Newtown.

Andando a parlare con i titolari di armerie, si trovano conferme a pioggia. Jack Smith, che vende fucili a Des Moines in Iowa, assicura al «New York Times»: «Se avessi avuto 1000 AR-15 li avrei venduti tutti, quando ho chiuso il negozio la gente batteva sul vetro per spingermi a riaprire, mostrandomi mazzette di banconote per farmi capire che volevano fare acquisti». A Simi Valley, in California, c’è la fila di fronte all’armeria perché persone come Bob Davis, 64 anni, pensano «il governo ci vuole togliere le armi e dunque è ora di comprarle». Alle fiere di armi in Wisconsin il costo degli AR-15 è balzato da 500 dollari – prima della strage di Sandy Hook – a 1700 mentre a Saraland in Alabama i titolari dell’armeria aspettano il 15 gennaio, quando la task force guidata dal vicepresidente Joe Biden farà l’annuncio sulle misure restrittive, convinti che «ci porterà ottimi affari». A Wausau, Wisconsin, il Frederick Prehn, titolare del «Central Wisconsin Firearms», spiega che «in genere vendiamo 50 armi al mese ma in dicembre sono state 225».

D’altra parte la «National Rifle Association», la lobby dei portatori d’armi, ha registrato 100 mila iscrizioni in più dall’indomani della strage toccando quota 4,2 milioni ed è convinta di poter raggiungere presto il traguardo di 5 milioni. E’ un pubblico che fa gola a tutti: il canale sportivo di Nbc, la tv liberal per eccellenza, ha confermato la sposorizzazione dello «Shot Show», la maggiore fiera di armi che inizia fra 48 ore a Las Vegas. Per comprendere tale tendenza bisogna tener presente che il Secondo Emendamento alla Costituzione fu voluto dai «Padri Fondatori» per consentire ai cittadini di «portare armi» al fine di tutelarsi dal rischio di un «governo tirannico». All’epoca il riferimento era al ritorno dei colonialisti britannici ma da allora il timore ha accomunato conservatori, libertari e liberal assertori del bisogno di proteggersi dalla ipotetica minaccia di un governo che potrebbe diventare oppressivo, grazie alle armi di polizia e forze armate.

La Corte Suprema, in una sentenza del 2008, ha avvalorato tale interpretazione rifiutando di apporre limiti al Secondo Emendamento e dunque l’opera della task force di Biden è delicata. Da qui l’ipotesi che proceda su terreni dove il consenso popolare c’è: dall’aumento di controlli sugli acquirenti, per individuare criminali e malati di mente, a regole più rigide per l’industria del videogames affinché riduca messaggi violenti. Il sindaco di New York Michael Bloomberg è invece convinto che Obama adopererà anche i poteri presidenziali per misure rigide, bando incluso. In attesa le singole comunità reagiscono in ordine sparso. Ad esempio, nel distretto rurale di Montpelier, Ohio, le scuole hanno deciso di addestrare i bidelli all’uso di revolver per trasformarli in guardie armate ai cancelli, come deterrente anti-killer.

La Stampa – L’America in coda per comprare armi in attesa del bando.