Magdi Allam e la petizione per far dimettere Cecile Kyenge – Giornalettismo

8 Maggio 2013 0 Di ken sharo

 

Le sue tirate contro il “multiculturalismo” e l’immigrazione a volte ricordano i deliri di Breivik, non deve quindi stupire che se la prenda con il ministro Kyenge inventandosi un’accusa delirante.

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LA RICONVERSIONE – Deluso dal cristianesimo Magdi Cristiano Allam ha ripudiato la nuova religione ed è di nuovo in cerca d’autore. Finito al parlamento europeo grazie a Casini, si è buttato in politica e ha fondato Io Amo L’Italia, che ha preso sonori ceffoni ogni volta che s’è affacciato al voto, ma gli insuccessi non sono bastati a demotivarlo.

PIU’ CRISTIANO DEL PAPA – Dopo che la sua conversione al cristianesimo non aveva sollevato fatwe o minacce da parte degli “islamici cattivi”, Allam ha presto scoperto quanto fosse dura la vita dell’estremista cattolico, trovandosi subito in fuorigioco e sconfessato dal Vaticano. Non gli è rimasto così che abbandonare il cattolicesimo, evidentemente abbracciato più strumentalmente che per convinzione e tentare con il nazionalismo e la retorica contro gli immigrati, che sulle pagine del Il Giornale che lo ospita vendono sempre bene.

PIU’ ITALIANO DEGLI ITALIANI – La nomina di un ministro che come lui non è nata in Italia gli deve però essere sembrata una terribile offesa, ancora di più se questa è l’immagine incarnata dell’aborrito multiculturalismo, il termine con il quale ama celarsi oggi la retorica xenofoba e razzista. Così ha perso ogni ritegno e si è lanciato a testa bassa contro Kyenge, imbandierando il suo sito e i suoi account sui social network con la richiesta di dimissioni del ministro, perché avrebbe mentito. Ora, a parte che Allam non avrebbe dovuto neppure essere stato eletto se il problema è una menzogna e a parte che Allam è un immigrato divenuto cittadino italiano e parlamentare europeo con il record d’assenteismo (se lo rivendica con orgoglio da quando l’hanno denunciato), non si vede proprio perché Kyenge abbia mentito.

UNA DIMOSTRAZIONE POCO EFFICACE – La dimostrazione di Allam non dimostra nulla, perché il ministro non rinnega affatto il giuramento di fedeltà alla repubblica dove afferma  nel corso di un’intervista: “ “Sono italo-congolese e, tengo a sottolinearlo, sono italo-congolese perché appartengo a due culture, a due paesi che sono dentro di me e non potrei essere interamente italiana, non potrei essere interamente congolese, ciò giustifica anche la mia doppia identità, ciò giustifica ciò che io mi porto dietro. Questa è la prima cosa con cui io vorrei essere definita”.”

UN AGENTE DELL’ODIO E DELL’INTOLLERANZA – Forse funzionerà con i fan di Allam, che sono di bocca buona e che alla vista della ministra nera hanno rischiato l’embolo, ma è evidente che si tratti del pietoso espediente di un attention whore che cerca di uscire dall’angolo dell’irrilevanza suonando l’unica musica che conosce e che non ha più il successo di un tempo. Riuscendo solo a risultare patetico.

Magdi Allam e la petizione per far dimettere Cecile Kyenge – Giornalettismo.