Crisi di governo, dimissioni dei ministri Pdl Cicchitto: «Bisognava discuterne nel partito» – Corriere.it

28 Settembre 2013 0 Di luna_rossa

Fabrizio Cicchitto (Fotogramma)

corriere.it – Il senatore: «Apprezzo la decisione, non le modalità»

Fabrizio Cicchitto ha criticato le modalità con cui si è arrivati alle dimissioni dei ministri del Pdl. Prima di arrivare a questo passo, ha spiegato, sarebbe stata necessaria «una discussione approfondita» negli organismi dirigenti e nei gruppi parlamentari del Pdl. «Sulla base del comunicato del presidente Berlusconi, i ministri del Pdl si dimettono dal governo Letta in seguito alle posizioni negative prese ieri dal presidente Enrico Letta al consiglio dei ministri», ha detto.

 

«APPROFONDIMENTO» – «Apprezzo la decisione dei ministri sul terreno di una cristallina condotta scevra da ogni preoccupazione di potere – che ribadisce una netta distinzione dalla sinistra che anche in questa occasione si è assunta gravissime responsabilità- cosi come ho apprezzato la loro azione di governo», ha assicurato Cicchitto. «Ma ritengo che una decisione di cosi rilevante spessore politico avrebbe richiesto una discussione approfondita e quindi avrebbe dovuto essere presa dall’ufficio di presidenza del Pdl e dai gruppi parlamentari, il cui ruolo in questa cosi difficile situazione politica andrebbe esaltato, sia sul piano delle scelte politiche da prendere sia su quello dell’iniziativa politica», ha sottolineato.

 

FASSINA: CAMBIARE SISTEMA ELETTORALE – L’ipotesi di un ritorno immediato alle urne non è però l’unica sul tappeto. «Con Napolitano siamo pronti a cercare una soluzione parlamentare per andare avanti con l’approvazione della legge di stabilità e una nuova riforma elettorale», ha infatti detto il viceministro dell’Economia Stefano Fassina intervenendo all’edizione straordinaria del Tg de La 7. «Non approvare la legge di stabilità vuol dire fare molto male all’Italia – ha aggiunto Fassina – gli italiani non si fanno prendere in giro da quest’ultima trovata di Berlusconi, Letta non è potuto intervenire sul rinvio dell’aumento dell’Iva perché il governo non aveva più la maggioranza. Oggi il Pdl è isolato e disperato, le responsabilità sul mancato rinvio dell’aumento dell’Iva è solo loro».

 

IL M5S: SUBITO AL VOTO – Venuta meno la maggioranza basata sulle grandi intese, si torna a guardare all’area del M5S, possibile stampella di un governo di scopo: «Il M5S non ha suo dna la possibilità di realizzare accordi o alleanze nè per Governi normali, nè per Governi di scopo». Taglia corto il senatore Nicola Morra del M5S nell’edizione straordinaria del TgLa7. Un pensiero condiviso anche da altri esponenti di punta del movimento grillino: «Nessuna analisi politica. Non deve interessarci delle strategie e di giocare ai piccoli onorevoli – scrive su Facebook il deputato Luigi Di Maio -. Loro (Pd e Pdl) hanno fallito e noi vinciamo le prossime elezioni». Sempre su Facebook il senatore Vito Crimi esulta per le dimissioni dei ministri pdl: «Non ne sentiremo la mancanza come non sentiremo la mancanza di tutto il governo. Tutti a casa».

 

LA TENUTA DEL PDL – Ma non tutti sono certi dell’obbedienza dell’intero gruppo parlamentare pdl: «Non penso che un gesto così grave – afferma ad esempio Pierferdinando Casini – possa essere accettato da quanti nel Pdl hanno sempre lavorato alla creazione di una vasta area moderata e popolare». Un chiaro invito a rifondare il centro, raccogliendo i tranfughi del movimento berlusconiano. «Nel giorno in cui sembra prevalere l’irresponsabilità e allontanarsi la costruzione di un’area politica che si richiami ai valori popolari – gli fa eco il segretario dell’Udc Lorenzo Cesa – mi auguro che per le tante persone davvero moderate e di buonsenso presenti nel Pdl questo sia il momento di una profonda riflessione, in nome del bene comune e del supremo interesse nazionale».

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