Caos riforme, Sel non ritira gli emendamenti. Boschi, ok a Chiti ma nessun ricatto – Politica – ANSA.it

29 Luglio 2014 0 Di ken sharo

Anna Finocchiaro e Maria Elena Bosch (foto: ANSA)

ULTIM’ORA – L’Aula del Senato ha ripreso a votare gli emendamenti al ddl costituzionale. Le votazioni sono ripartite dall’emendamento 1.1 a firma di Sel, che è stato respinto.

Alla riunione dei capigruppo nessuna intesa su mediazione. Sacconi: abbiamo perso tempo, ora votiamo da articolo 1

Quello di Sel “non è un ricatto: il ricatto è di chi ci dice ‘smettete di fare opposizione e forse vi concediamo qualcosa’”. Così Nicola Fratoianni (Sel). “Siamo pronti a qualsiasi passo in avanti” sulle riforme, purché “il dibattito riparta da modalità e linguaggio totalmente diversi”. Ma la richiesta di ritirare gli emendamenti “non è ricevibile”. “Oggi in capigruppo abbiamo dato la nostra disponibilità a una riduzione consistente degli emendamenti, ma questo deve avere un contraltare preciso sui punti che abbiamo posto. Non siamo più disponibili a giochini, vogliamo sapere senza più indugi quali sono le modalità per nuove modifiche. La nostra disponibilità l’abbiamo già messa in campo”. Così Loredana De Petris nella conferenza stampa di Sel al Senato sulle riforme costituzionali. “I nostri emendamenti non sono ‘burle’ ma tutti nel merito”, sottolinea.

Nulla di fatto, per ora, nella conferenza dei capigruppo del Senato convocata sul tema delle riforme. Secondo quanto si apprende, i presidenti dei gruppi hanno nella sostanza ribadito le posizioni emerse in Aula questa mattina, ma si è deciso di prendere una ‘pausa di riflessione’ di un paio d’ore, fino alle 14.45, per maturare una decisione sul prosieguo dei lavori. Al momento è in corso una riunione della maggioranza a Palazzo Madama, mentre una conferenza stampa di Sel è convocata alle 14.

Il presidente del Senato avanza una proposta di mediazione – secondo quanto riferito da Loredana De Petris (Sel) – nel corso della capigruppo: accantonare i nodi più spinosi (composizione, elezione e competenze del Senato) e iniziare l’esame del ddl costituzionale dall’articolo 3, sui senatori di nomina presidenziale. L’obiettivo è dare tempo alla mediazione sugli articoli 1 e 2 del testo. Tuttavia il governo dice no alla proposta di iniziare a votare il ddl costituzionale dall’articolo 3: “La logica è sequenziale, prima gli articoli 1 e 2”. Così il sottosegretario Luciano Pizzetti ai cronisti che lo interpellano a Palazzo Madama. “Voglio smentire in modo categorico che la criticità siano il governo e la maggioranza – ha precisato Pizzetti -, perché in commissione e con la lettera del presidente del Consiglio il governo ha dato ampi segnali” di apertura sulle riforme. “Ieri siamo andati a dormire con un accordo fatto” per la fine dell’ostruzionismo, afferma, “e per noi è ancora così”.

Caos in Senato sul ddl di riforma della Costituzione. Ridurre gli emendamenti, votarli entro agosto e mandare alla prima settimana di settembre il voto finale erano i contenuti di una proposta di mediazione avanzata questa mattina a inizio dibattito dal senatore del Pd, Vannino Chiti. Un’apertura al confronto sul nuovo Senato in nome del fronte ‘frondista’, lanciando una mediazione sui tempi delle riforme. Ma Sel non ci sta (‘il convitato di pietra è il patto del Nazareno’) e scoppia la lite con il Pd. ‘Non ci sono le condizioni per mediare – dice a quel punto Zanda – Chi ha presentato 6mila emendamenti non ha detto di volerli ridurre. Allora si continui a lavorare secondo il calendario stabilito’. L’Ok a Chiti era arrivato da Fi e Ncd. No dalla Lega e dal M5s. A fine dibattito il presidente di Palazzo Madama Grasso ha convocato “immediatamente la capigruppo” per prendere una decisione “sul prosieguo dei lavori” nell’Aula. Sospesi i lavori fino al termine della riunione.

Boschi: ok Chiti ma no a ricatti ostruzionismo. “Il governo come sempre è disponibile a trovare ulteriori punti di incontro” per cambiare il ddl costituzionale ma “non può sottostare a un ricatto ostruzionista, per questo avevo visto come favorevole la proposta di Chiti” di mediazione. Lo dice il ministro Maria Elena Boschi nell’Aula del Senato. “Ritengo sia doveroso l’intervento del governo per ripristinare la realtà – dice il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi, nel prendere la parola nell’Aula del Senato – Credo che l’atteggiamento del governo in tre mesi e mezzo in commissione sia la prova provata della disponibilità a trovare punti di incontro. Mai c’è stata contrapposizione del governo con i relatori e con la maggioranza ampia che ha portato a un testo approvato in commissione. Oggi non si tratta di discutere i sì e i no del governo ma i sì e i no di una maggioranza ampia che ha votato in commissione quel testo, che a questo punto non è più il testo base del governo”. “Probabilmente – aggiunge Boschi – non su tutto sarà possibile trovare un punto di incontro tra maggioranza e opposizioni, come avviene su qualsiasi provvedimento e nel gioco democratico. Ma non è pensabile che sia una minoranza ad affermare le proprie ragioni a scapito della maggioranza”.

Grillo: ce ne andremo dal Parlamento. “Che ci rimaniamo a fare in Parlamento? A farci prendere per il culo, a sostenere un simulacro di democrazia mentre questi fanno un colpo di Stato? Rimarremo fin quando sarà possibile” impedire il golpe “con l’eliminazione del Senato elettivo”. Se “non ci lasceranno scelta, ce ne andremo”. Lo scrive Beppe Grillo sul blog. “Meglio uscire e parlare con i cittadini nelle piazze di Roma e d’Italia, meglio fare agorà tutti i giorni tra la gente che reggere il moccolo ai traditori della democrazia e della Patria. Li lasceremo soli a rimestare le loro leggi e usciremo tra i cittadini. Aria fresca”, aggiunge il leader del M5S sul blog.

GRILLO LANCIA SONDAGGIO – Beppe Grillo lancia un sondaggio online per chiedere ai militanti del M5S di esprimersi sull’ipotesi di una manifestazione dei parlamentari contro il ddl costituzionale sulle riforme. “Sei favorevole al Parlamento in piazza per denunciare il tentativo di colpo di Stato in atto? Vota”, si legge sul sito web del comico genovese in una nota dal titolo “Parlamento in piazza”.

I RELATORI – “Se la conferenza dei capigruppo si orientasse per le suggestioni positive avanzate, noi relatori chiederemmo di avere uno spazio per coltivare gli approfondimenti delle questioni che hanno diviso le posizioni”. Lo dice la relatrice del ddl costituzionale Anna Finocchiaro in Aula al Senato. “Se davvero riuscissimo a riacquistare la possibilità di lavorare fisiologicamente potremmo anche affermare il principio per cui eventuali modifiche al testo della commissione maturino qui in Aula”, aggiunge. Il relatore Roberto Calderoli aggiunge: “In commissione non potevo che dare il mio contributo perché i numeri” della maggioranza erano blindati “e qualunque cosa avrebbe potuto essere solo cambiata in assemblea. Ora in Aula deve esserci non dico uno spirito costituente ma di disponibilità da parte di tutti e soprattutto del governo. Sono stanco di tessere la tela di giorno e vederla disfare di notte”.

IL DIBATTITO IN AULA SUL DDL RIFORME – Proposta di mediazione dei senatori ‘dissidenti’ della maggioranza illustrata da Vannino Chiti in Aula del Senato. “Presento una proposta condivisa con i colleghi che sostengono la maggioranza”, spiega,: ridurre gli emendamenti e “concentrare il confronto sulla riforma attorno a grandi temi. Votare entro agosto alcune decine di emendamenti fondamentali. Poi la prima settimana di settembre le dichiarazioni e il voto finale“. “Concentriamo il confronto attorno a grandi temi, che sostengono il progetto di riforma: le modalità di elezione dei senatori, il numero dei deputati, l’immunità, l’elezione del presidente della Repubblica e gli istituti di garanzia, le competenze del Senato in alcune materie, i referendum e le leggi di iniziativa popolare, ripartizione delle competenze tra Stato e Regioni”.

A Chiti replica il capogruppo del Pd al Senato Luigi Zanda: “Accolgo con rispetto l’indicazione di Chiti perché le votazioni” degli articoli del ddl sulle riforme “terminino l’8 agosto. Poi se il voto finale dovesse andare ai primissimi giorni di settembre non lo considererei un trauma. Ma” perché sia possibile serve “l’accordo di tutti” i gruppi del Senato.

Ok da Forza Italia che però precisa: il patto del Nazareno non va scalfito. “Lo dico anche ai senatori del mio gruppo” di ritirare gli emendamenti ostruzionistici. “Ma non tutte le modifiche che ha chiesto Chiti potranno essere accolte dal governo, perché c’è l’accordo del Nazareno, che è il punto di riferimento che non dobbiamo o possiamo scalfire”. Così Donato Bruno (FI) nel dire sì alla mediazione sui tempi.

Sacconi (Ncd): ok proposta Chiti, serve largo consenso – “Questa proposta ha senso se riscontra un largo consenso”. Lo dice il capogruppo Ncd Maurizio Sacconi nell’Aula del Senato, nell’accogliere con favore la proposta di Vannino Chiti di ridurre il numero degli emendamenti, concentrare il confronto solo su alcuni temi, e poi rinviare il voto finale del ddl costituzionale a settembre.

Anche il gruppo Per l’Italia accoglie la proposta di mediazione. Il gruppo Popolari per l’Italia “non può che accogliere con favore la proposta” di mediazione di Vannino Chiti. Lo ha detto il capogruppo Lucio Romano nell’Aula del Senato.

Dalla Lega arriva invece un “no”: “Nessun accordo, servono risposte concrete e poi decidiamo il percorso. In caso contrario grazie e arrivederci, noi rinunciamo a fare le ferie”. La Lega, con il capogruppo Gian Marco Centinaio, dice no alla proposta di mediazione di Chiti e chiede garanzie: Renzi “si sieda al tavolo a ragionare” sulle proposte della Lega, è la richiesta.

Arriva anche la voce di Grillo: aprire a Renzi? I giochini sono già fatti, afferma lasciando l’Hotel Forum a Roma conversando con i cronisti. Boccia Chiti il capogruppo del Movimento 5 Stelle Vito Petrocelli: “I nostri 200 emendamenti da qui non si muovono: lavoriamo anche la notte, non è possibile chiudere l’8 agosto e rinviare il voto a settembre”. “Ci spaventa il percorso che Zanda vuole imporre. Si vada in capigruppo, difenderemo il calendario fissato. Affronteremo la riforma con i nostri 200 emendamenti”.

Sel: disponibili ma senza limiti patto Nazareno. “Amplissima disponibilità se si vuole davvero entrare nel merito e discutere delle modifiche, ma non è per noi interessante la concessione di una settimana in più”, come propone Chiti, bensì capire dal governo “se si vogliono davvero mediazioni alte”. Così Loredana De Petris (Sel), che sottolinea: “Il convitato di pietra è il patto del Nazareno”.

Quagliariello: Renzi supera schema patto Nazareno – “La senatrice De Petris ha ragione quando dice che il libero dibattito in Parlamento non può essere vincolato da patti esterni” come il Patto del Nazareno “ma io come tutti i membri della maggioranza ho ricevuto ieri una lettera” dal premier Matteo Renzi “in cui si legge l’inequivocabile disponibilità a superare lo schematismo esterno. Questa opportunità deve coglierla anche l’opposizione”. Lo dice il senatore e coordinatore Ncd Gaetano Quagliariello nell’Aula del Senato.

Al termine del dibattito il senatore Mario Mauro (PI) ha proposto uno stop di almeno un paio d’ore dei lavori d’Aula per dare la possibilità ai gruppi di fare una riflessione e poi convocare una capigruppo per decidere se accogliere la proposta di mediazione con il ritiro degli emendamenti ostruzionistici e un nuovo calendario dei lavori in Aula al Senato. Ma Zanda (Pd) ha replicato: “Mi sembra dal dibattito che le condizioni di Chiti per una soluzione che a me sembrava molto proficua, non ci siano“. “Chi ha presentato 6000 emendamenti non ha detto di volerli ridurre”, dice con riferimento a Sel, e allora “si continui a lavorare secondo il calendario stabilito”.

La Lega e Sel chiedono la convocazione della conferenza dei capigruppo per discutere come procedere sulle riforme. Dopo che Luigi Zanda (Pd) ha osservato che la capigruppo è inutile perché non ci sono le condizioni per una mediazione, Loredana De Petris (Sel) ha detto: “Penso che invece sia utile per avere la possibilità di capire se c’è l’intenzione di fare davvero un lavoro nel merito che porti a risultati apprezzabili”. Gian Marco Centinaio (Lega) ha chiesto che il ministro Boschi esprima una posizione in Aula.

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