Gaza, l’Onu accusa Israele di violazioni del diritto internazionale. L’offensiva non si ferma – Rai News

31 Luglio 2014 0 Di luna_rossa

rainews.it – Il premier israeliano Netanyahu: “Distruggeremo i tunnel di Hamas con o senza tregua”. Tel Aviv richiama 16mila riservisti. Il Consiglio di Sicurezza Onu riunito di emergenza: “L’80% delle persone uccise sono civili, 251 i bambini”. Oltre 1400 morti tra i palestinesi

 

Gaza, il portavoce Onu scoppia a piangere durante l’intervista in diretta

Gaza, Israele: “Distruggeremo i tunnel di Hamas con o senza tregua”

Gaza, strage nella scuola. Ban Ki-Moon: “Ingiustificabile”. Stati Uniti: “Uccisi innocenti”

Gaza, Israele mobilita 16 mila riservisti

Colpiti scuola e mercato decine di morti a Gaza

31 luglio 2014

È un’accusa pesante, senza giri di parole, poco dopo che il mondo ha visto il portavoce Onu, Christopher Gunness dell’Unrwa, piangere per i bambini palestinesi. Israele viola apertamente il diritto internazionale”, dice l’Alto Commissario per i diritti umani Navi Pillay. Entrambe le parti – aggiunge Pillay – stanno commettendo gravi violazioni dei diritti umani. Ma gli Stati Uniti puntano il dito contro Israele: “È una politica totalmente inaccettabile ed indifendibile” colpire le strutture Onu a Gaza, strutture che “ospitano civili innocenti in fuga”.

L’accusa: gli Stati Uniti hanno forniscono artiglieria a Israele

Pillay punta il dito poi contro gli Stati Uniti: rispondendo alla domanda di un giornalista, il magistrato sudafricano dice: “forniscono “artiglieria pesante a Israele” – e precisa: “hanno speso quasi un miliardo per creare una protezione contro i razzi (il sistema Iron Dome, ndr) – a beneficio dei civili israeliani ma non di quelli palestinesi”. Tuttavia, “I palestinesi non hanno avuto il beneficio di una simile protezione”.

“Civili sull’orlo del baratro”

Durante la seduta del Consiglio di Sicurezza, arriva la denuncia di Pierre Krahenbuhl, a capo dell’Unrwa, l’agenzia Onu per i rifugiati palestinesi. I civili, a Gaza, “sono sull’orlo del baratro”, denuncia il Commissario in videoconferenza. “Un cessate il fuoco immediato è necessario per salvare vite umane, ma non è sufficiente, si deve porre fine al blocco illegale di Gaza – ha aggiunto – La sicurezza e la pace nella regione non possono essere raggiunti mentre è in corso un’occupazione militare”. La situazione nelle strutture Unrwa, continua Krahenbuhl, “è sempre più disastrosa”. C’è poi l’allarme per lo svilupparsi di malattie: “Sono iniziati focolai di malattie come la scabbia”.

1400 vittime palestinesi

A Gaza intanto la situazione è sempre più grave: sono oltre 1400 i morti tra i palestinesi, un numero che aumenta nelle ore in cui il Consiglio di Sicurezza Onu si è riunito di emergenza per l’ennesima volta: nelle ultime ore ne sono morti cinque, nell’offensiva che Israele continua a lanciare contro la Striscia. E proprio dal palazzo di vetro tuona Valerie Amos, la responsabile per gli Affari Umanitari: “Oltre l’80% delle persone uccise finora a Gaza sono civili, di cui 251 bambini”. E tra le vittime, ci sono anche sette persone dello staff Onu.

“Andiamo avanti, con o senza tregua”

Intanto il premier israeliano è irremovibile. “Con o senza il cessate il fuoco – ha detto il premier israeliano in apertura della seduta del governo a Tel Aviv – Israele distruggerà i tunnel che minacciano i suoi cittadini”. “Questa – ha aggiunto – è la prima fase verso la smilitarizzazione della Striscia di Gaza”. Israele, quindi, non accetterà alcuna tregua umanitaria che impedisca ai suoi militari di completare il lavoro di distruzione dei tunnel scavati dai militanti attraverso Gaza e che potrebbero essere usati per attaccare Israele. “Al momento – ha aggiunto – abbiamo neutralizzato decine di tunnel e siamo determinati a proseguire”, ha concluso. E a mostrare i tunnel distrutti, ci pensa Tsahal, l’esercito israeliano, attraverso i social network:

IDF         @IDFSpokesperson

WATCH: Walk-through of a Gazan Mosque complete with a weapons cache and two tunnel openings under the prayer room. http://youtu.be/aWkjwfkh-qM 

Israele: avanti con gli attacchi contro “obiettivi terroristici”

Tel Aviv ha deciso di mobilitare altri 16mila riservisti, portando il loro totale a 86mila. Le operazioni sul campo procedono: nella notte sono morti altri due palestinesi. L’annuncio è stato dato da un portavoce dell’esercito israeliano. Secondo la radio pubblica, la decisione è stata presa all’unanimità dal gabinetto di Sicurezza dopo una riunione di cinque ore. L’obiettivo è proseguire gli attacchi contro gli “obiettivi terroristici” e le operazioni di “neutralizzazione” dei tunnel di Hamas.

Indagini sulla scuola Onu colpita

Il portavoce del governo israeliano, Mark Regev, ha assicurato intanto che le autorità del paese intendono fare luce sull’attacco alla scuola Onu del campo profughi di Jabaliya dove avevano trovato rifugio 3mila civili e dove ieri mattina sono morte 16 persone. “Indagheremo su questo”, ha affermato Regev, garantendo che se dovesse emergere che si è trattato di “fuoco vagante” israeliano “sono certo che ci scuseremo”. Dall’Italia, il ministro degli Esteri Mogherini ha condannato l’accaduto: “L’uccisione di civili, di bambini, il fatto che vengano colpiti edifici dell’Onu è inaccettabile”.

viaGaza, l’Onu accusa Israele di violazioni del diritto internazionale. L’offensiva non si ferma – Rai News.