Iraq: Renzi, ‘qui come Srebenica’. Armi ai curdi, ok delle Camere – Medio Oriente – ANSA.it

21 Agosto 2014 0 Di ken sharo

Renzi incontra il presidente iracheno Fuad Masum ANSA/ UFFICIO STAMPA PALAZZO CHIGI/ TIBERIO BARCHIELLI-FILIPPO ATTILI (foto: ANSA)

in Iraq sta accadendo qualcosa di simile al genocidio di Srebrenica. Ne è convinto il presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi, a Baghdad per una visita lampo. Intanto è arrivato il via libera del Parlamento all’invio di armi dall’Italia ai curdi nell’ambito della crisi in Iraq. Lo annuncia anche il ministro Mogherini con un tweet:

Le commissioni Esteri e Difesa del Senato hanno approvato la risoluzione dei rispettivi presidenti che sostiene il governo nell’invio di aiuti militari ai curdi nell’ambito della crisi in Iraq. Il via libera è giunto con 27 voti favorevoli e 4 contrari, nessuno astenuto.

Ok anche dalle commissioni Esteri e Difesa della Camera hanno dato il via libera alla risoluzione che sostiene l’invio di armi. Il sì delle Commissioni giunge con 56 voti favorevoli e 12 contrari. Lo si apprende da un tweet del deputato Pd Khalid Chaouki, presente al voto.

RENZI IN IRAQ – Qui in atto un genocidio come a Srebenica
“Avevo 20 anni e la comunità internazionale rimase zitta e ferma davanti al genocidio di Srebrenica. Molti della mia generazione giurarono ‘mai più’. Ora la situazione è diversa ma ciò che succede in alcune zone dell’Iraq e della Siria è uguale ad un genocidio: donne divisi dagli uomini, bambini fucilati, giornalisti decapitati”. Così Matteo Renzi prima di lasciare Ebril prima di ripartire per l’Italia. “L’Europa può permettersi tutto tranne il silenzio perchè la battaglia qui è nel cuore dell’Europa”.

L’Europa in questi giorni deve essere in Iraq altrimenti non è Europa. Questo, secondo fonti governative, il messaggio di Matteo Renzi al premier uscente dell’Iraq Nouri Al Maliki, incontrato nel palazzo presidenziale della zona verde di Baghdad. Renzi ha espresso amicizia e vicinanza sia dell’Italia sia dell’Europa verso l’Iraq facendo presente che oggi, spiegano le stesse fonti di governo, è arrivato il sesto aereo di aiuti umanitari.

L’integrità della regione e dell’Iraq, ha evidenziato il premier italiano, è fondamentale per la stabilità dell’intera area. Al Maliki – che si è rivolto a Renzi in qualità di premier italiano ma anche di presidente di turno dell’Unione europea – ha spiegato che il suo passo indietro è stato un atto dovuto ma ha invitato a non avere paura della democrazia in Iraq, una democrazia giovane ma alla quale il popolo iracheno tiene molto.

Se qualcuno pensasse che davanti ai massacri in Iraq l’Europa volta le spalle e pensa solo allo spread ha sbagliato previsione “oppure ha sbagliato semestre”. Così il premier Matteo Renzi a margine dell’incontro a Baghdad con il premier Haider Al Abadi. L’Europa deve essere nei posti come in Iraq dove la democrazia è messa in pericolo. Anche nell’incontro con Haidar Al Abadi, il premier incaricato di formare un nuovo governo in Iraq, il presidente del Consiglio Matteo Renzi sottolinea, secondo fonti governative, il ruolo centrale che l’Europa deve avere. E’ importante, per Renzi, individuare una strategia chiara per far uscire l’Iraq dalla violenza e nell’incontro ha sottolineato come il nuovo governo può essere un’opportunità.

Al Abadi a Renzi: Ue ci aiuti contro terroristi – L’Iraq spera di avere “le migliori relazioni” in particolare “con i Paesi dell’Unione europea” e “spera che questi Paesi lo aiuteranno nella sua guerra contro le bande terroriste”. Lo ha detto il primo ministro incaricato Haidar al Abadi incontrando oggi a Baghdad il presidente del Consiglio Matteo Renzi, secondo un comunicato governativo. Al Abadi ha parlato anche delle minoranze perseguitate dallo Stato islamico (Isis), tra cui cristiani e Yazidi. “Seguiamo quotidianamente la loro situazione per andare incontro ai loro bisogni – ha detto il premier incaricato – e la comunita’ internazionale deve aiutarci in questo”. Al Abadi ha infine espresso l’auspicio che “le relazioni bilaterali tra Iraq e Italia godranno di ulteriori sviluppi nei campi politici, della sicurezza, dell’economia e del commercio”.

Maliki a Renzi, sosterrò con forza nuovo governo – “Lo sosterrò in qualsiasi decisione, come farei se fossi io il primo ministro”. Cosi’ il premier iracheno uscente, Nuri al Maliki, ha assicurato oggi, durante un colloquio con il presidente del Consiglio Matteo Renzi, il suo appoggio al governo che Haidar al Abadi sta cercando di formare. Lo si legge in una nota del suo ufficio.

Dopo Baghdad, il premier Matteo Renzi è arrivato ad Erbil per un colloquio con il presidente del governo regionale del Kurdistan iracheno Massud Barzani. Prima di lasciare Baghdad, il presidente del consiglio italiano ha incontrato anche il presidente iracheno Fouad Masoum.

M5S E SEL CONTRO L’INVIO DI ARMI – Il M5S Stelle è contrario all’invio di armi in Iraq ai curdi, preme invece perché si rinforzino gli aiuti umanitari a sostegno della popolazione colpita in Iraq. Lo scrivono i parlamentari del Movimento sulla pagina Fb del gruppo di palazzo Madama in occasione della riunione congiunta delle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato.

Sel dice ‘no’ all’invio di armi e chiede l’intervento di un contingente dell’Onu a protezione dei civili con funzioni di ‘peace enforcement’ a guida europea e l’apertura di una conferenza di pace sul Medio Oriente che coinvolga tutti gli attori della regione e partire dall’Iran e dall’Arabia Saudita. Lo affermano Erasmo Palazzotto e Donatella Duranti, rispettivamente capogruppo in commissione Esteri e Difesa della Camera, al termine dell’informativa dei ministri Federica Mogherini e Roberta Pinotti sull’Iraq. “Non possiamo pensare di non assumerci le nostre responsabilità sulla situazione in Iraq – continua Sel – non possiamo delegare ad altri il compito di proteggere le popolazioni civili da una minaccia che abbiamo contribuito a creare” negli ultimi 15 anni. “Riteniamo incredibile che il governo assuma decisioni di questo tipo senza che il Parlamento nella sua interezza ne abbia discusso – concludono i deputati – scelte di questo tipo riguardano il ruolo del nostro Paese alla guida dell’Unione europea”.

L’INFORMATIVA DI MOGHERINI-PINOTTI ALLE COMMISSIONI – “Gli aiuti militari all’Iraq sono “indispensabili nell’immediato ma difficilmente rappresentano a lungo termine la soluzione di questa come di qualsiasi crisi”. Lo afferma il ministro degli Esteri Federica Mogherini davanti alle Commissioni riunite di Esteri e Difesa di Camera e Senato. In Iraq “è a rischio la vita di civili, cristiani, yazidi, musulmani: è un dovere politico, ma soprattutto morale, rispondere a un dramma umanitario”. L’Isis rappresenta “una minaccia non solo per l’Iraq, ma per l’intera regione, per l’Europa e per il mondo intero”, ha aggiunto. “Non è una sorpresa, ma quello che sta accadendo in Iraq è straordinario per gravità e per l’impatto sui civili”. Per rispondere alla richiesta di aiuto del Kurdistan iracheno ci siamo “impegnati a costruire una cornice internazionale a partire da quella europea” e con i principali attori della regione. Anche “i contatti con il Vaticano sono stati molto frequenti”. Nel valutare “la modalità di risposta alla richiesta di sostegno militare” all’Iraq, è necessario “il quadro di riferimento internazionale” ed “è fondamentale condividere questo passaggio insieme alle Commissioni competenti” del Parlamento. Lo ha detto il ministro degli Esteri Federica Mogherini nell’informativa alle Commissioni Esteri e Difesa sulla situazione in Iraq e sul piano di aiuti militari che prevede l’invio di armi ai curdi.

L’Italia è pronta a fornire ai peshmerga curdi “armi automatiche leggere e relativo munizionamento“. Lo ha detto il ministro della Difesa Roberta Pinotti. Siamo pronti, ad un “sollecito invio di materiale militare d’armamento già in uso alle Forze Armate nazionali. Tale contributo, destinato alla difesa personale e d’area”.

L’Italia è pronta, in accordo con la comunità internazionale, a trasportare in Iraq armi provenienti da altri paesi. Lo ha spiegato il ministro della Difesa Roberta Pinotti nel suo intervento davanti alle Commissioni Difesa e Esteri di Camera e Senato. “Con altri paesi – ha detto – è allo studio la possibilità di contribuire allo sforzo della comunità internazionale, fornendo la capacità di trasporto di materiale d’armamento reso disponibile da altre nazioni già appartenenti al blocco sovietico”.

“Se la linea del governo sarà condivisa” dal Parlamento, l’Italia è pronta a spedire le armi in Iraq entro pochi giorni. Lo ha confermato il ministro Pinotti sottolineando che la “pianificazione preventiva” dei trasferimenti – che verranno effettuati con aerei e navi – “è già in corso e può essere finalizzata fin dai prossimi giorni” per poi “tempestivamente entrare nella fase operativa avviando la richiesta di tutte le necessarie autorizzazioni internazionali”.

Iraq: Renzi, ‘qui come Srebenica’. Armi ai curdi, ok delle Camere – Medio Oriente – ANSA.it.