Ronde, carnevali e bufale islamiche a Wuppertal

11 Settembre 2014 0 Di luna_rossa

megachip.globalist.it – Cercate su Google: ‘Wuppertal’ e ‘Shariah Police’, e troverete 77.000 risultati, che raccontano tutti la stessa storia. Quella storia è falsa [Miguel Martinez]



 

 

 

di Miguel Martinez.

Cercate su Google Wuppertal e “Shariah Police”, e troverete 77.000 risultati, che raccontano tutti più o meno la stessa storia:

 

“BERLINO – Pattugliano la città giorno e notte, li riconosci subito: hanno addosso una giacca fluorescente, come quella che da noi in Italia, qui in Germania o altrove in Europa ogni auto deve avere a bordo per conducente e passeggeri. Ma sulla giacca fluorescente c’è scritto in inglese ‘Shariah police’, polizia della giustizia islamica. E per giorni e giorni, prima che le legittime autorità costituite tedesche si decidessero a muoversi, quei giovani integralisti hanno seminato paura nella pacifica Wuppertal, l’antico, bel centro minerario della Renania che molti cinéphiles ricorderanno per alcune sequenze del mitico film di Wim Wenders im Laufe der Zeit, nel corso del tempo, quando il protagonista e la bambina che ha smarrito la mamma viaggiano nella storica monorotaia.”

 

 

L’autore di questo flusso di oratoria è una nostra vecchia conoscenza, Andrea Tarquini, e già questo ci dovrebbe  insospettire.

 

 

Come il riferimento a Wuppertal come “pacifica”, visto che la polizia afferma che nella cittadina ci siano 2.000 consumatori di droghe pesanti  e che il tasso di delinquenza aumenti più che in qualunque altra parte della Germania.

Comunque, i politici non aspettavano evidentemente altro:

“Dopo la provocazione di un gruppo di salafisti travestiti da polizia della sharia a Wuppertal, nell’Ovest della Germania, stampa e politici tedeschi hanno lanciato un appello per inasprire la legge che lotta contro la propaganda islamista nel Paese. Tolleranza zero per i salafisti, ha chiesto a gran voce il quotidiano Die Welt, sostenendo che salafisti, radicali e fanatici non devono piu’ nascondersi dietro il principio della liberta’ di religione.”

 

 

E sono intervenuti persino il Ministro degli Interni e quello della Giustizia in persona con un minaccioso discorso.

 

 

Mentre aspettiamo gli ultimi parti della creativa fantasia dei legislatori germanici, andiamo a vedere cos’è successo realmente.

 

 

Ce lo spiega Der Spiegel.

 

 

Dunque, c’è un certo Sven Lau, un barbuto pompiere, nato nelle campagne dell’Ostfriesland e diventato musulmano mediatico. Sven Lau ha una particolare propensione per i media, visto che è già stato processato (e assolto per mancanza di prove) con l’accusa di aver dato fuoco alla casa in cui viveva per far ricadere la colpa sui neonazisti tedeschi.

 

Sven Lau si è anche lamentato di essere stato aggredito da improbabili nazisti vestiti da clown, ma il tribunale poi sembra (il mio tedesco giuridico non è dei migliori) che abbia condannato lui per la rissa.

 

 

Sven Lau ha un compare, tale Pierre Vogel, che fa anche lui la sua bella figura di ostrogoto barbuto, infatti è un ex-pugile e buttafuori.

 

 

Il rapporto simbiotico dell’ex-pugile con i media è tale che Pierre Vogel è diventato anche il tema di un carro al carnevale di Dusseldorf, cosa di cui il nostro non manca di vantarsi sul proprio sito.

 

 

 

 

L’altro giorno, Lau e Pierre Vogel, assieme a due amici, si sono fatti un video in cui giravano per un quartiere particolarmente problematico di Wuppertal, distribuendo biglietti da visita con un “invito al paradiso” e dicendo, “lasciate perdere il gioco d’azzardo, lasciate perdere la droga, abbandonate la falsa via!”. Per quell’unica notte, hanno indossato magliette fosforescenti con la scritta SHARIAH POLICE, per cui sono stati subito fermati e identificati dalla polizia.

 

 

Come tutti i narcisisti, non hanno mancato anche di farsi la selfie di gruppo apposta per Facebook:

 

 

 

 

Questa video-bravata viene confusa con altri fatti per ora oscuri: a Wuppertal una ragazza sarebbe stata redarguita perché non portava il hijab e un ragazzo perché beveva alcol a una festa. Non siamo riusciti a trovare alcun dato concreto riguardante queste affermazioni, né nulla sull’identità dei presunti moralizzatori e nemmeno se i fatti siano realmente successi, per cui sospendiamo ogni giudizio: comunque la Shariah Police di Lau e Vogel non c’entra.

 

 

Il successo del gioco mediatico di Lau e Vogel è stato istantaneo e planetario.

 

Un gruppo di militanti di Die Rechte, schieramento di estrema destra, si sono comprati subito delle magliette rosse e hanno inventato una loro contro-pattuglia.

“Se nelle nostre città i salafiti possono pattugliare le zone pedonali come “Polizia della Shariah” e occupanti criminali di sinistra possono compiere le loro malefatte senza essere notati dalla polizia“, occorre subito “creare una contropolizia“. Inizia così il loro proclama, fatto proprio mentre il Ministro degli Interni inveiva quanto loro contro la selfie barbuta.

 

 

La contropolizia (composta da dodici persone) aveva anche come obiettivo quello di denunciare alla polizia (quella ufficiale) eventuali integranti della polizia islamica, ma “purtroppo (o per fortuna) non è stata incontrata alcuna Scharia-Polizei”. Cosa che non sorprende molto.

 

 

In compenso hanno provato l’eccitazione di chiamare la polizia contro un gruppo di anarchici che facevano delle scritte (la polizia ha mandato ben sei volanti).

 

 

Siccome la madre dei cretini – cioè il giornalismo cialtrone – è sempre incinta, aspettiamo a questo punto l’arrivo degli Antifa per salvare Wuppertal dal ritorno di Adolf Hitler.

 

P.S. Grazie al commentatore Roberto, che ha stuzzicato l’interesse di chi scrive.

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