Ministro Lupi: “La condanna ai No Tav ristabilisce il buon senso”. Perino: “E’ una vendetta” | NuovaSocietà

28 Gennaio 2015 0 Di luna_rossa

Il primo commento alla sentenza del maxi processo No Tav arriva dal ministro dei Trasporti e alle Infrastrutture Maurizio Lupi: «Oggi il tribunale di Torino ha giustamente condannato per violenza a pubblico ufficiale, lesioni e danneggiamento 47 attivisti No Tav per gli incidenti provocati in Val di Susa nell’estate del 2011» ha detto il ministro parlando di «una sentenza che fa giustizia anche di tante coperture politiche e intellettuali di quella violenza che hanno cercato e cercano di nobilitarla con assurdi richiami alla Resistenza».

Nella nota del ministro si legge inoltre che «la sentenza ristabilisce il primato della legalità e pure del buon senso».

Di 53 imputati, 47 sono stati condannati per un totale di 140 anni di carcere. «Pene totalmente spropositate» invece secondo uno degli avvocati della difesa Gian Luca Vitale che annuncia comunque il ricorso in Appello. «Ci aspettavamo più assoluzioni – conclude il legale – ma vedremo tra 90 giorni le motivazioni della sentenza».

Dello stesso parere Alberto Perino, esponente del movimento No Tav che parla di una sentenza vendicativa, lontana dalla giustizia nella quale speravano.

«Non ci aspettavamo condanne così pesanti» afferma poi Nicoletta Dosio attivista e altro volto storico del Movimento del treno crociato. Francesca Frediani e Marco Scibona, rispettivamente consigliera regionale e senatore del Movimento 5 Stelle definiscono la sentenza di oggi «ingiusta, un accanimento giudiziario giustificato dal governo. Decisione fortemente voluta dal potere esecutivo, segno che che il governo vuole andare avanti con il pugno duro su quest’opera senza ripensamenti e senza conoscere la dignità alla lotta contro il Tav», annunciando però che nonostante la sentenza spropositata di 140 anni, come i pesanti risarcimenti di quasi 200 mila euro in totale, non giustificati, la protesta contro la linea dell’alta velocità Torino-Lione non si fermerà.

«Condannate anche me». È invece l’appello del segretario di Prc-Sinistra Europea Paolo Ferrero, che in seguito alla sentenza dei 53 attivisti ricorda la sua testimonianza al maxi processo in merito ai fatti del 27 giugno e del 3 luglio 2011, nella quale sottolineava di essere stato vittima di un copioso lancio di lacrimogeni da parte delle forze dell’ordine, «segno di una giustizia che funziona secondo due pesi e due misure e si accanisce in modo spropositato contro chi resiste a un’opera inutile e dannosa», sottolinea il segretario esprimendo tutta la sua solidarietà agli attivisti condannati, ricordando come le ragioni della popolazione in Val di Susa restino totalmente inascoltate.

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