Mafia Capitale, il PD al bivio: salvare Roma o la faccia? (rischiando di perdere entrambe)

13 Giugno 2015 0 Di luna_rossa

La decisione, non ancora ufficiale, di nominare Gabrielli commissario del Giubileo (con annessa gestione dei fondi) suona come un commissariamento anticipato per Marino. Il quale, difeso dal PD dall’inizio dell’inchiesta perché non direttamente coinvolto, non intenderebbe cedere alle pressioni se il partito dovesse cambiare verso nei suoi confronti

Ora che le parole commissariamento e scioglimento non sono più tabù dopo la seconda e terza ondata di arresti per Mafia Capitale, resta l’interrogativo: cos’è meglio per Roma? Che Ignazio Marino, sindaco fin qui non toccato direttamente da accuse di collusione, resti al suo posto? Che si aspetti la relazione della Commissione d’accesso e la relazione del prefetto Gabrielli, sperando che le conclusioni non siano così nette? E il PD al governo, investito della decisione finale, ( è il Viminale a chiedere lo scioglimento per mafia, reso operativo da un decreto del Presidente della Repubblica, dopo delibera del Consiglio dei Ministri), non ha nulla da rimproverarsi ? Dare le gestione del Giubileo nelle mani del prefetto Gabrielli è un avviso di sfratto a Marino?

SCIOGLIMENTO SI O NO?

La legge prevede che “i consigli comunali e provinciali sono sciolti quando, anche a seguito di accertamenti…emergono elementi su collegamenti diretti o indiretti degli amministratori con la criminalità organizzata o su forme di condizionamento degli amministratori stessi, che compromettono la libera determinazione degli organi elettivi e il buon andamento delle amministrazioni comunali e provinciali, nonché il regolare funzionamento dei servizi alle stesse affidati ovvero che risultano tali da arrecare grave e perdurante pregiudizio per lo stato della sicurezza pubblica” (Articolo 143 comma 1 Testo Unico sugli Enti Locali, decreto legislativo 267 del 2000).

La decisione del prefetto arriverà entro 45 giorni dal  momento in cui riceverà il rapporto della Commissione istituita a dicembre.

Dopo i primi arresti sul finire del 2014 si disse che le dimissioni o la cacciata degli uomini coinvolti erano sufficienti per ‘ripulire’ Roma Capitale. Come spiega Lirio Abbate sull’Espresso, facendo riferimento al caso di Reggio Calabria, primo capoluogo di provincia a subire lo scioglimento per infiltrazioni mafiose nel 2012, è un passaggio insufficiente: “Veniva sottolineato che in effetti la nuova giunta era composta da persone pulite, però le “situazioni” erano rimaste in tutto o in parte immutate. Compresa la maggioranza che la appoggiava”.

Sono emersi collegamenti tra Mafia Capitale e la giunta Marino? Questi collegamenti hanno minato il “buon andamento” dell’amministrazione,  “nonché il regolare funzionamento dei servizi alle stesse affidati ovvero che risultano tali da arrecare grave e perdurante pregiudizio per lo stato della sicurezza pubblica”? L’amministrazione comunale è compromessa? E’ LA domanda a cui dovranno rispondere i commissari e il prefetto.

IL PD, MARINO E I FINANZIAMENTI DI BUZZI

Fin qui la legge, ora la politica. Marino non sembra intenzionato a mollare, respinge al mittente ogni ipotesi di dimissioni che vengono dalle opposizioni. E il PD nazionale? Il paradosso è che forse è stata proprio Mafia Capitale a tenere in sella Marino, non renziano e oggetto di critiche interne al partito, a volte piuttosto strumentali, fino allo scorso autunno. Con lo scoppio dell’inchiesta a dicembre il PD si è stretto attorno al sindaco, proprio perché non coinvolto, mentre altri pezzi del partito finivano invischiati.

Se il PD dovesse scaricare  Marino, il sindaco avrebbe vita facile nel rinfacciare questo ‘cambia verso’ al partito. Tra l’altro il partito nazionale non è stato campione di trasparenza quando è venuta fuori la partecipazione di Salvatore Buzzi ad una delle cene di fund raising organizzate a novembre nella Capitale (con annesso versamento di 15mila euro e non 10mila quanto inizialmente raccontato).  La tanto decantata lista dei partecipanti con annessa quota di finanziamento è da allora nascosta dietro al dito della privacy.

E’ venuto fuori dalle carte di Mafia Capitale 2 che Buzzi aveva anche versato 5mila euro direttamente alla Fondazione Big Bang del premier Matteo Renzi. Alberto Bianchi, tesoriere della fondazione e consigliere ENEL da un anno, ascoltato dal Fatto Quotidiano, ha dichiarato: “Mi sono insospettito per quel nome ‘coop 29’ indicato nella voce mittente del bonifico, ma era incompleto. Dopo gli arresti di dicembre però non volevamo lasciare nulla al caso, ovviamente il clamore era enorme e così ho deciso di proporre al cda di restituire quel versamento: nel dubbio meglio agire radicalmente, così poi è stato deciso con unanimità nel corso di un apposito cda”.

Un peccato che la Fondazione non abbia reso noto il tutto prima di questa seconda ondata di arresti, non appena venuti a conoscenza di questo imbarazzante finanziamento.

IL SINDACO GIA’ COMMISSARIATO?

Ieri Repubblica ha anticipato le mosse del governo su una probabile nomina di Franco Gabrielli quale commissario del Giubileo 2015. Letta da più parti come un avviso di sfratto a Ignazio Marino. Sarebbe infatti un doppio segnale negativo per il sindaco: Gabrielli, oltre a dover esprimersi sullo scioglimento dell’amministrazione comunale, gestirebbe i fondi per il Giubileo che sarebbero stornati da quelli dei debiti del Comune. In sostanza un commissariamento anticipato per Marino.

Se cade Marino, si torna al voto. Non sarà lui il candidato del PD mentre salgono le quotazioni dello stesso Gabrielli come possibile candidato dei Democratici. Mafia Capitale avrebbe inevitabili ripercussioni sui risultati, con il Movimento Cinque Stelle pronto a prendersi la città. Ovviamente il governo vede come fumo negli occhi questa possibilità.

Se Marino resta in sella, la figura di Gabrielli diventa ancora più decisiva e al centro di pressioni, in un senso o nell’altro. Nessuno al governo ‘vuole permettersi’ una relazione che gli chieda di sciogliere la Capitale per infiltrazioni mafiose, un danno di immagine mondiale e incalcolabile per la città, il paese, il PD di Renzi. Una relazione ‘positiva’ d’altro conto non spegnerebbe l’eco di polemiche e accuse che continueranno a riversarsi sul sindaco e, di riflesso, sul PD.

 

Sorgente: Mafia Capitale, il PD al bivio: salvare Roma o la faccia? (rischiando di perdere entrambe)