Previsto alle 20:40 del 18/06 a Fiumicino il rientro di Samantha Comizzoli, espulsa dalla Cisgiordania per visto scaduto

18 Giugno 2015 0 Di luna_rossa

Ultime notizie su Samantha Comizzoli: confermata l’espulsione, Samantha rientrerà oggi , 18 giugno, con volo in partenza da Tel Aviv alle 5:55 ore locali, arrivo previsto a Roma intorno alle 21:30 ore italiane. Costretta sotto pesanti pressioni a sospendere lo sciopero della fame iniziato dal momento dell’arresto per richiedere la liberazione dei bambini detenuti e torturati nelle carceri israeliane, Samantha rifiuta il provvedimento, non ha accettato il legale e ribadisce la sua ferma volontà di restare accanto al popolo palestinese per supportare la resistenza. Continuerà quindi ad opporsi con quella forza e quella determinazione che le hanno permesso di resistere e raccontare ogni giorno gli abusi perpetrati dall’occupazione sionista in Cisgiordania sulla popolazione palestinese. La sua telecamera, sequestrata durante l’arresto, non le verrà restituita, nonostante priva di smart card, ennesimo atto arrogante di quel mostro che Samantha ci ha insegnato a conoscere bene, giorno dopo giorno. Un mostro che può operare sfruttando quella detenzione amministrativa, retaggio di una norma utilizzata durante la precedente occupazione britannica, che consente la detenzione senza regolare processo per un periodo di sei mesi, rinnovabile all’infinito.

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Oggi a Nablus un presidio in solidarietà con i detenuti ha ribadito il sostegno a Samantha, chiedendone la liberazione, evidenziando in particolare le gravissime condizioni di Khader Adnan, prigioniero in sciopero della fame da 44 giorni, attivista perseguitato sin dal 1999, anno che segna per lui l’inizio di una lunga serie di detenzioni per un totale di oltre 6 anni nelle carceri israeliane, senza un solo processo ma rinnovando, alla scadenza, la detenzione amministrativa.

Qui il rapporto di AMNESTY (2012) sull’ingiustizia e l’abuso perpetrati attraverso la DETENZIONE AMMINISTRATIVA.

L’abituale silenzio dei media italiani sulla vicenda di Samantha è tanto più inquietante se, come ha più volte richiesto Sam, si considera l’evidente volontà di oscurare i gravi crimini commessi dalle forze d’occupazione contro la popolazione civile, donne e bambini inclusi, con la complicità di tutti i governi, palesemente più “sudditi” che amici. Samantha invita tutti i media ad essere presenti al suo arrivo all’aeroporto di Roma, domani, per rompere questo silenzio e diffondere la sua testimonianza.

L’arresto, la detenzione.
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Samantha Comizzoli, attivista italiana per i diritti umani, in Palestina dal febbraio 2014,  ha subito un arresto amministrativo per il visto scaduto,  il 12 giugno mentre si stava recando ad una manifestazione a Kufr Qaddum in un’operazione che assume i contorni di un’azione mirata.
Trasferita dall’isolamento nella prigione dell’aereoporto Ben Gurion di Tel Aviv al carcere di Givon (per non chiari “motivi di sicurezza”) è stata costretta, sotto pesanti torture psicologiche, ad interrompere il digiuno intrapreso come ultima forma di lotta per la liberazione di tutti i bambini detenuti nelle carceri israeliane.
Samantha ha rifiutato l’assistenza di un legale in quanto consapevole che la procedura d’espulsione è già stata avviata e perché, come ha fatto sapere tramite il suo avvocato in Italia, Luca Bauccio, “non accetta la giurisdizione israeliana e considera il suo arresto illegittimo alla stregua dell’occupazione della Palestina e del sequestro del popolo palestinese”.
Accetterebbe il sostegno di un legale se la battaglia fosse focalizzata sulla liberazione dei bambini detenuti da israele, attualmente oltre 300. Su questo tema Samantha ha pubblicato numerosi articoli sul suo blog e due docu-film, “Shoot” e “Israele, il cancro”.
La visita del console italiano nel carcere di Givon, il 15 giugno,  non ha portato ulteriori chiarimenti, in un primo momento le informazioni avute dal consolato sembravano far presagire un’espulsione rapidissima, mentre la notizia di oggi, 16 giugno, è che si attende l’udienza di convalida dell’espulsione, normalmente entro 72 ore dalla prima.
La sensazione è che Israele sia intenzionata ad attivare il processo d’espulsione forzata ma non c’è nessuna certezza sui tempi. Potrebbe essere questione di ore, giorni, settimane,  o mesi.
Il 14 giugno il legale italiano di Samantha, Luca Bauccio, ha emesso un primo comunicato per intervenire su articoli e comunicazioni non veritiere pubblicate su media italiani  che riportavano informazioni relative all’arresto che lo stesso console ha confermato di non avere mai avuto dalle autorità israeliane e, di conseguenza, di non avere mai diffuso.
Luca Bauccio scrive: “La vita e la storia di Samantha sono alla luce del Sole: lei vive e opera per la libertà dei palestinesi e perché la giustizia e il diritto vengano ripristinati in quei territori.”
Sabato 13 giugno si è svolto un presidio sotto la sede della RAI di Torino per la liberazione di Samantha e la solidarietà ai prigionieri palestinesi, circa 7.000, di cui almeno 450 senza capi d’accusa, in detenzione “amministrativa”. La richiesta dei solidali in presidio di diffondere la notizia non ha avuto seguito per “problemi di programmazione del palinsensto”.
Attualmente le informazioni vengono diffuse principalmente tramite social network.

Vedi anche:

Samantha Comizzoli rifiuta decreto di espulsione e difesa legale: “Se c’è un avvocato pronto a battersi con me per la liberazione dei bambini detenuti nelle carceri israeliane allora lo accetto” (15/06/2015)

Samantha Comizzoli, attivista italiana, arrestata questa mattina in Palestina (12/06/2015)

 

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