Grecia, confronto di piazza fra ‘no’ e ‘sì’. Tsipras: ‘Stare con dignità in Ue. Taglio del debito del 30%”. L’Ue, intesa difficile. – Economia – ANSA.it

3 Luglio 2015 0 Di luna_rossa

Tensione polizia-manifestanti. Banche: da lunedì liquidità a rischio. Via libera da Consiglio di Stato al Referendum. L’appello del governo di Atene per il ‘no’: “Taglio del 30% del debito”. Berlino e Ue frenano, “Situazione peggiorata”

Il confronto fra favorevoli e contrari al referendum di domenica prossima in Grecia è sceso nelle strade di Atene. Piazze affollatissime, in cui i due fronti hanno lanciati appelli in vista della consultazione.

Tsipras, domenica diciamo no ai ricatti – “Oggi è la festa della democrazia, che ritorna in Europa. Tutti gli occhi dell’Europa sono sul popolo  greco”: ha detto Alexis Tsipras, davanti alla folla esultante che ha riempito piazza Syntagma. “Domenica non decidiamo semplicemente di stare in Europa, decidiamo di stare in Europa con dignità”, ha proseguito il premier ellenico, secondo il quale “ancora una volta scriviamo insieme un momento storico, vi auguro di dire No domenica ai ricatti”

A Kallimarmara “sì per l’Europa” – Affollatissima anche lo stadio Kallimarmara dove si sono radunati i sostenitori del sì alla proposta messa sul tavolo dai creditori internazionali prima che si interrompesse il negoziato. Tantissimi bambini con i genitori e molti adolescenti sono mescolati all’immensa folla radunata davanti allo stadio per manifestare a favore del “sì” al referendum di domenica. Mentre una musica ritmata viene diffusa ad alto volume dai potenti altoparlanti installati sul palco e sui piloni delle luci stradali, una donna scandisce slogan a favore della permanenza della Grecia nell’Ue e nell’eurozona che la folla ripete in coro. “Sì, sì, sì alla Grecia nell’euro” “Europa, Grecia, Democrazia”, “Grecia, patria mia, in Europa” sono gli slogan scanditi dal palco e scritti anche su centinaia di cartelli innalzati dai manifestanti che sventolano anche numerose bandiere greche e dell’Ue.

Momenti di tensione ci sono stati quando un gruppo di circa 300 persone con il volto coperto dai passamontagna ha cercato di forzare un cordone di poliziotti posto all’inizio di via Ermou, che si immette nella centralissima piazza Syntagma dove sta per cominciare una manifestazione a favore dei “no” al referendum. La polizia ha bloccato gli aggressori esplodendo candelotti lacrimogeni. Le forze dell’ordine hanno poi effettuato un fermo tra gli antagonisti che poco fa hanno cercato di entrare in piazza Syntagma ingaggiando scontri con la polizia. La tv privata Skai ha mostrato le immagini di quattro agenti in tenuta antisommossa che portavano via un uomo tenendolo ognuno per ciascuno dei quattro arti. Tutto calmo invece nel campo del “sì”, davanti all’ingresso dell’antico stadio ateniese dove, secondo la polizia, gli antagonisti erano diretti.

LA DIRETTA DALLA PIAZZA

Intanto, sul fronte politico, non si fermano gli appelli pro e contro la consultazione. Referendum che si terrà regolarmente dopo che il Consiglio di Stato ha respinto i due ricorsi presentati per bloccare il voto. Ormai si sta consumando una vera e propria guerra di nervi, tesa ad influenzare il voto dei greci. Alexis Tsipras e il suo ministro delle Finanze, Yanis Varoufakis, continuano ad assicurare che, anche in caso di vittoria dei ‘no’, un accordo con i creditori sarà possibile. E anche in tempi relativamente brevi. Il premier greco ha lanciato il suo appello per il ‘no’, garantendo che una bocciatura darebbe ad Atene quella “forza” negoziale che le consentirebbe di strappare un taglio del debito del 30%. Di parere contrario sia il presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker – secondo il quale in caso di bocciatura la posizione del Paese sarebbe “drammaticamente indebolita” -, che il ministro tedesco delle Finanze, Wolfgang Schaeuble, per il quale la situazione è “notevolmente peggiorata” e, anche in caso di intesa, per gli aiuti “ci vorrà tempo”.

I due schieramenti sono scesi in piazza: il fronte del ‘sì’ si è dato appuntamento allo stadio Kallimarmaro (o Panathinaiko), che ospitò le prime olimpiadi moderne, nel centro di Atene. Il complesso è affollatissimo da migliaia di sostenitori del voto favorevole. Sul palco è stato montato un immenso ‘Nai’ (Sì), stessa parola che compare su centinaia di bandierine rosse che sventolano insieme a tantissime bandiere greche. A piazza Syntagma ad Atene, si sono riuniti i contrari alla proposta (già ritirata) dei creditori. Davanti al Parlamento è stato allestito un palco dal quale, dopo le 21 (le 20 in Italia), dovrebbe prendere la parola il primo ministro Alexis Tsipras.

Anche sul versante economico, tutto appare appeso al voto di domenica. La liquidità delle banche greche è assicurata fino a lunedì sera, dopo di che tutto dipenderà dalla decisione della Bce che si riunisce lunedì mattina.  è quanto è emerso, secondo quanto riferisce il quotidiano To Vima, da una riunione al ministero delle Finanze greco. Nel frattempo, il Fondo Salva stati europeo (Efsf) ha formalizzato il default di Atene anche se il board dell’Istituto ha deciso di aspettare e “non richiedere” ad Atene il “pagamento immediato dei prestiti concessi né di usare il suo diritto ad agire”.

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Tsipras, ‘no’ ci darà più forza per chiedere taglio 30% debito – L’unico modo per rendere sostenibile il debito greco è un taglio del 30% e un periodo di grazia di vent’anni. Lo dice il premier Alexis Tsipras in un intervento televisivo, aggiungendo che “il rapporto del Fmi giustifica la nostra scelta di non accettare un accordo che ignora il tema fondamentale del debito”. “Il voto al referendum di domenica non decide la permanenza o meno della Grecia nell’euro”, ha aggiunto, sostenendo che “la vittoria del No significherà più forza al tavolo dei negoziati”.

Schaeuble, situazione drammaticamente peggiorata – “Nelle ultime settimane la situazione in Grecia è drammaticamente peggiorata”. Lo ha detto il ministro elle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble alla Bild
secondo un’anticipazione. Il ministro, considerato un ‘falco’, ha anche smorzato le aspettative di Atene sulle possibilità di ottenere rapidamente delle risorse di sostegno: “Potrebbe volerci del tempo”, ha detto alla Bild, spiegando che il quadro della situazione è cambiato.

Juncker, con ‘no’ drammaticamente indebolita  – “Se i greci voteranno ‘no’ al referendum di domenica, la posizione della Grecia sarà drammaticamente indebolita” nei negoziati di un eventuale nuovo programma. Così il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker. “Anche nel caso” in cui il risultato del referendum greco “sarà sì, il negoziato sarà difficile, sottolinea Juncker.

Samaras, il Sì è voto per restare in euro e Ue – “Il Sì è un voto per restare nell’euro”, così l’ex premier e leader di Nea Dimokratia Antonis Samaras, in un intervento televisivo, in cui ha ripetuto che il premier Alexis Tsipras non ha voluto ammettere “di essere stato lui a decidere la chiusura della banche” e ha parlato di “scelte antieuropee” del governo, pagate ora dai greci.

Varoufakis, accordo in vista anche con voto no – “Un accordo è in vista” anche con la vittoria del No al referendum ed “è più o meno fatto”. Lo afferma, secondo Bloomberg, il ministro delle finanze greche Yanis Varoufakis alla radio irlandese secondo cui “la Grecia resterà nell’euro”. Secondo Varoufakis il voto no porterà a un accordo che includerà “la ristrutturazione del debito”.


Tsipras, accordo 48 ore dopo referendum
– “Il giorno dopo il referendum sarò a Bruxelles e un accordo sarà firmato”, ha detto ieri sera il premier greco Alexis Tsipras in un’intervista alla tv Antenna, assicurando che la firma di un’intesa arriverà entro 48 ore dal voto. Parlando all’emittente Ant1, Tsipras ha spiegato che con la vittoria del ‘no’ ci sarà una “soluzione sostenibile” per la Grecia. “Questo accordo può essere il cattivo accordo che ci propongono o uno migliore: più forte è il ‘no’, migliore sarà l’accordo”, ha detto. In caso contrario, se vincesse il ‘sì’ il premier greco ha spiegato che avvierà “le procedure previste dalla Costituzione” per fare in modo che la proposta delle istituzioni (Commissione europea, Banca centrale europea e Fondo monetario internazionale) diventi legge. In questo scenario, Tsipras ha detto che non metterà la sua “poltrona” al di sopra gli “interessi della nazione”, suggerendo che potrebbe dimettersi.

Varoufakis, con ‘sì’ lascio. Fmi, servono almeno 50mld

Nuovo sondaggio, testa a testa tra sì e no – Quando mancano due giorni al voto, un nuovo sondaggio conferma un elettorato greco diviso quasi perfettamente a metà tra il Sì e il No nel referendum di domenica prossima sugli accordi con i creditori internazionali. Secondo un rilevamento della società Alco per il quotidiano Ethnos, i Sì sarebbero al 44,8% mentre i No si attestano al 43,4%. Gli indecisi scendono all’11,8%.

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Grecia: Efsf, mancato pagamento Fmi atto di default – Il mancato pagamento della Grecia della rata del Fmi è un “evento di default” notificato al fondo salva-Stati europeo Efsf, ma il suo board dei governatori ha deciso di aspettare e “non richiedere” ad Atene il “pagamento immediato dei prestiti concessi né di usare il suo diritto ad agire”, cioè di non usare alcuna delle opzioni a disposizione. “Il fondo Efsf è il più grande creditore della Grecia, questo default è causa di profonda preoccupazione. Rompe l’impegno greco ad onorare i suoi obblighi finanziari verso tutti i suoi reditori e apre la porta a severe conseguenze per l’economia e il popolo greci”, ha affermato il direttore del EFSF, Klaus Regling.

Cannata, 11mld costi Italia? Stima aggressiva – La stima di Standard and Poor’s di 11 miliardi di euro di maggiori interessi per l’Italia sul debito pubblico, in caso di default greco, è ”molto aggressiva e non si riesce a capire come sia fatta”, secondo il direttore generale del Tesoro, Maria Cannata. A margine di un evento alla Consob, Cannata dice che ”non ci sono elementi per giudicare”.

Cibi e farmaci cominciano a scarseggiare sulle isole  – Continua a peggiorare la situazione in Grecia per il settore del turismo a causa della recente decisione del governo di indire un referendum sul piano di salvataggio del Paese. Come riferisce l’edizione online di Kathimerini, diverse isole dell’arcipelago delle Cicladi, dove un gran numero di turisti stranieri si trovano attualmente in vacanza, sono già alle prese con problemi di approvvigionamento, soprattutto per certe categorie di generi alimentari, come la carne, come pure per le medicine. Alla base del problema, secondo la Camera di Commercio delle Cicladi, c’è il fatto che le imprese locali non possono pagare i loro fornitori esteri a causa del controllo dei capitali imposto dal governo.

Industriali, Paese potrebbe divenire nuova Argentina – Gli industriali greci esortano i loro connazionali a votare “sì” al referendum di domenica e avvertono che il Paese rischia di ritrovarsi nella stessa drammatica situazione in cui si trovò l’Argentina una decina di anni fa. Il monito, come riferisce l’edizione online del quotidiano Kathimerini, è contenuto nel bollettino settimanale della Federazione ellenica delle imprese (Sev) diffuso ieri e nel quale si tracciano parallelismi tra le condizioni finanziarie dei due Paesi.

Lavrov, nessuna richiesta aiuti finanziari da Atene – La Grecia non ha richiesto assistenza finanziaria alla Russia: lo ha ribadito oggi il ministro degli esteri russo, Serghiei Lavrov, dopo che nei giorni scorsi anche il ministro delle finanze Anton Siluanov aveva escluso tale richiesta.

Sorgente: Grecia, confronto di piazza fra ‘no’ e ‘sì’. Tsipras: ‘Stare con dignità in Ue. Taglio del debito del 30%”. L’Ue, intesa difficile. – Economia – ANSA.it