Siria, raid russo uccide Zahran Alloush, uno dei leader della ribellione siriana

26 Dicembre 2015 0 Di luna_rossa

Ultime notizie sulla situazione in Siria e sull’avanzata dello Stato Islamico. I raid russi hanno ucciso Zahran Alloush, uno dei capi della ribellione siriana.

Nel giorno di Natale ci sono stati 13 raid su Damasco.

26 dicembre 2015 – L’Osservatorio per i diritti umani ha diffuso la notizia secondo cui in un raid russo nei pressi di Damasco è stato ucciso Zahran Alloush, uno dei capi della ribellione siriana.

Alloush guidava il gruppo Jaysh al Islam che controlla gran parte delle aree periferiche della capitale siriana. I russi hanno lanciato oltre dieci missili e hanno colpito un edificio nel quale Alloush probabilmente stava tenendo una riunione per unificare due fazioni rivali.

Al-Mayadeen, emittente libanese, sostiene che ieri siano stati tredici i raid che hanno colpito i quartieri orientali di Damasco.

Scambio di prigionieri con il Daesh

25 dicembre 2015 – Mentre sui social network vicini alla resistenza “laica” siriana del Free Siryan Army circolano video e fotografie che ritraggono gli ennesimi attacchi aerei da parte russa e siriana con bombe a grappolo nella provincia di Aleppo a Damasco, in base ad un accordo raggiunto con la mediazione dell’Onu, circa duemila jihadisti, compresi militanti dell’Isis e di Al Nusra, dovrebbero essere a breve evacuati con 18 autobus dal campo profughi palestinese di Yarmuk, in un sobborgo a sud di Damasco, dove attualmente si trovano assediati.

Di contro 25 cristiani di rito assiro, presi in ostaggio dall’Isis in Siria da oltre 10 mesi, sono stati rilasciati.

Almeno 43 morti a Idlib

20 dicembre 2015 – Almeno 43 persone sarebbero rimaste uccise in una serie di raid aerei condotti dalla Russia, almeno secondo quanto riferito da residenti e attivisti, nella città siriana di Idlib, a nord-ovest del Paese.

Tra gli obiettivi colpiti ci sarebbero un mercato, degli edifici governativi e alcune abitazioni. Tra le vittime, lo riferisce l’Osservatorio Siriano per i diritti umani, ci sarebbero principalmente dei combattenti, ma non si escludono perdite civili ancora da quantificare.

Siria: Consiglio di Sicurezza Onu approva risoluzione sul negoziato di pace

19 dicembre 2015 – Usa, Russia, Cina, Regno Unito e Francia, le cinque nazioni con diritto di veto del Consiglio di sicurezza dell’Onu, hanno trovato un accordo sulla risoluzione che dà inizio ai negoziati di pace in Siria. La risoluzione, come stabilito nel pre-accordo di Vienna, indica l’avvio del negoziato a gennaio.

Tra le altre cose, il testo dell’intesa statuisce che verranno portate al tavolo del negoziato le forze di opposizione e il governo di Bashar al-Assad. Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ha commentato: “C’e’ la volontà comune per tenere l’incontro ai primi di gennaio, e’ stata generalmente suggerita questa data“.

Siria: aerei tedeschi impegnati nelle azioni militari contro l’Isis

16 dicembre, ore 10.00 – Dopo l’approvazione del Bundestag (il parlamento di Berlino), l’aviazione militare tedesca ha partecipato per la prima volta ad un’azione contro lo Stato Islamico in Siria. A darne notizia è stata l’agenzia stampa Dpa, che riporta un’alta fonte militare.
Un aereo tedesco, secondo la fonte, ha rifornito di carburante in volo gli aerei della coalizione internazionale anti-Isis. L’Airbus A310 tedesco è rimasto in volo per cinque ore. Intanto segnaliamo che domani il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, partirà per New York per partecipare ad un incontro internazionale sulla crisi siriana. A rivelarlo, in conferenza stampa, è stata la sua portavoce, Maria Zakharova.

Siria, ancora tensioni tra Russia e Turchia

 

14 dicembre 2015, ore 10:04 – Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, intervenendo questa mattina alla televisione turca Haberturk, ha cercato di gettare acqua sul fuoco divampato dopo l’abbattimento del jet russo da parte dei turchi, al confine con la Siria.

Ribadendo la giustizia della posizione turca, che avrebbe avvertito per 10 minuti il caccia russo prima di ordinare l’abbattimento, un incidente che ha bollato ufficialmente come “un errore” del piota russo, errore che “non deve rovinare i rapporti tra Turchia e Russia”:

“Per quanto riguarda la Turchia, vogliamo nessun conflitto. Vogliamo continuare a sviluppare relazioni strategiche con la Russia nello stesso modo. Abbiamo sviluppato con successo nel corso degli ultimi 10-11 anni e vogliamo continuare questo”

Erdogan ha quindi detto di aver avuto colloqui con i capi di Stato dei Paesi vicini alla Russia, o che hanno legami stretti con Mosca nella regione, affermando che questi Paesi stanno contribuendo a trovare una soluzione alla crisi diplomatica in corso.

13 dicembre 2015 – Nuove tensioni tra russi e turchi per le manovre militari attorno alla Siria: stando a quanto ha riferito il ministero della Difesa di Mosca una nave da guerra russa ha sparato alcuni colpi di avvertimento contro un peschereccio turco nel Mar Egeo per evitare una collisione, dopo che questo si era avvicinata meno di 600 metri dalla nave. L’incidente, stando a ciò che riporta l’agenzia Tass, è avvenuto a circa 2km dall’isola greca di Lemnos, nell’Egeo settentrionale. L’unità russa, ha riferito ancora il ministero della Difesa, è stata costretta ad esplodere alcuni colpi di “armi leggere” perché l’imbarcazione turca, che ha poi cambiato rotta senza darne comunicazione, non rispondeva ai contatti radio o visivi.

12 dicembre 2015 – Doppio attentato oggi nella città siriana di Homs, ad ovest del Paese al confine col Libano, dove due autobombe sono esplose nei pressi dell’Ospedale Civile nel quartiere al-Zahra. Il bilancio è ancora in divenire, ma si parla già di almeno 22 persone rimaste uccise e oltre 70 feriti, alcuni in modo grave.

L’agenzia di stampa russa RIA Novosti ha raccolto le dichiarazioni di uno dei medici impiegati nella struttura:

Abbiamo almeno 70 persone ferite nella struttura. Stiamo fornendo assistenza d’emergenza, ma alcune sono ferite in modo grave e le auto che trasportano feriti continuano ad arrivare. Molte persone sono arrivate dopo la seconda esplosione.

Non è ancora chiaro se siano esplose due autobombe o se, come riferiscono alcuni testimoni, la prima esplosione di un’autobomba avrebbe provocato l’esplosione di alcuni serbatoi di gas che avrebbero aggravato sensibilmente la tragedia.

Siria, armi nucleari russe “pronte al combattimento”

11 dicembre 2015, ore 14:17 – Mentre il ministro degli esteri turco torna sulle polemiche recenti tra Russia e Turchia ribadendo che la pazienza di Ankara “non è infinita” in merito alle dichiarazioni, continue, da parte dei russi dopo l’abbattimento dell’aereo avvenuto da parte turca, questa mattina Putin è tornato sulla questione armi nucleari con dichiarazioni che certamente rimbalzeranno in tutto il mondo.

Il presidente Putin ha ordinato all’esercito di rispondere con “estrema fermezza” a qualsiasi minaccia in Siria e affermato che i russi sostengono il Free Syrian Army in collaborazione con l’esercito di Assad e contro i jihadisti dello Stato Islamico. Putin ha anche annunciato ai propri soldati di prestare particolarmente attenzione al rafforzamento dell’arsenale bellico nucleare in possesso di Mosca: oltre il 95% dei sistemi di lancio delle armi nucleari russe è pronto al combattimento. Il ministro della Difesa Serghiei Shoighu ha inoltre affermato che nel 2015 la Russia si è dotata di 35 nuovi missili balistici nucleari.

16.35 – Il segretario della Difesa USA, Ash Carter, parlando oggi in Senato per il consueto aggiornamento sulla strategia degli Stati Uniti contro lo Stato Islamico, ha sottolineato come un possibile intervento dei militari via terra potrebbe non essere di alcun aiuto:

Anche se abbiamo certamente la capacità di fornire una componente statunitense alle forze via terra, non lo raccomandiamo per diversi motivi. […] A lungo termine rischieremmo di americanizzare il conflitto in Siria e in Iraq e di portare quelli che stanno combattendo l’ISIS o che stanno provando a resistere a combattere contro di noi.

Il senatore John McCain, però, non sembra aver capito il ragionamento e fatto pressioni affinché l’intervento militare contro l’IS venga intensificato:

Non stiamo vincendo questa guerra e il tempo non è dalla nostra parte.

11.30 – A poche ore dal lancio dei primi missili Kalibr russi contro la città siriana di Raqqa – lancio di cui Stati Uniti e Israele erano stati avvisati in anticipo – il presidente Russo Vladimir Putin si è detto molto soddisfatto del comportamento delle armi russe.

9 dicembre 2015 – Dopo aver raggiunto un accordo di cessate il fuoco col governo, i ribelli siriani hanno iniziato poche ore fa l’evacuazione dell’ultima area che tenevano sotto controllo della città di Homs, permettendo di fatto al governo siriano di riprenderne il controllo.

I ribelli si starebbero spostando verso la provincia di Idlib, ancora in mano loro. Nella giornata di oggi, secondo quanto riferito dall’Osservatorio siriano per i diritti umani, almeno 800 persone tra civili e ribelli dovrebbero lasciare l’area in cambio del rilascio, promesso dalle autorità siriane, di 35 combattenti dell’opposizione attualmente detenuti proprio ad Homs.

Nelle stesse ore l’Osservatorio ha denunciato nuove vittime in seguito ai raid aerei condotti dalla coalizione guidata dagli Stati Uniti nella lotta allo Stato Islamico. Almeno 26 civili sarebbero stata uccisi nel villaggio di Al-Khan, nel nord-est del Paese, in un attacco che non avrebbe provocato alcuna vittima tra le fila dell’ISIS.

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