Enlightenment Voice for free Palestine

12 Febbraio 2016 0 Di ken sharo

Palestina

NOTIZIE  08/02/2016 – Enlightenment Voice for free Palestine NEWS in collaborazione con Radio Nuova Resistenza

Domenica le forze di occupazione – apartheid israeliane ( AIOF) hanno aperto il fuoco contro un motociclista palestinese che aveva rifiutato di fermarsi per un’ispezione, facendogli perdere il controllo e cadere dalla moto. La caduta ha causato varie lesioni al Palestinese, non identificato. Un’ambulanza della Mezzaluna Rossa lo trasferito in un ospedale per le cure.

Le forze AIOF domenica hanno arrestato 7 palestinesi, tra cui tre minorenni, e ne hanno convocati altri quattro in tutto il West Bank per essere interrogati, secondo fonti locali e della sicurezza.
Nella stessa giornata, durante un raid militare nella città di al-Ram a nord-est di Gerusalemme, è stato arrestato un giovane palestinese non identificato. L’AIOF ha affermato di aver trovato armi all’interno della casa del giovane.
Nella città di Hebron, AIOF ha arrestato tre palestinesi, tra cui un medico, dopo irruzioni e perquisizioni nella loro case. Essi sono stati identificati come dr Amjad al-Hamori, che è anche un ex-detenuto, Islam al-Karki di 18 anni e Mo’ath Shabaneh anche lui diciottenne.
Nella città di Sa’ir, vicino a Hebron, l’AIOF perquisito la casa di Nemer Froukh, lo zio di Fadi al-Froukh che è stato ucciso dall’esercito israeliano all’inizio di novembre 2015, e arrestato i suoi tre figli, che sono stati identificati come Mojahed di 16 anni, Qosay, 15, e Sa’ed, di 11 anni.
Nel frattempo, le forze di occupazione hanno consegnato a Shadi Ghalmeh, un abitante di Hebron che ha trascorso 18 anni nelle carceri israeliane, un avviso che gli ordina di comparire davanti all’intelligence israeliana per un interrogatorio.
A Nablus, le forze di occupazione hanno convocato per un interrogatorio un abitante del villaggio di Asira ash-Shamaliya a nord. È stato identificato come Asem Mesbah.
A Betlemme due giovani del Dheisheh Refugee Camp sono stati convocati per essere interrogati.
A Sami Hajajreh, di 35 anni, e Nedal Obaid, 24, abitanti del posto, è stata consegnata una citazione per comparire di fronte all’intelligence israeliana presso l’insediamento di Gush Etzion.
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Secondo la Palestinian Prisoners’ Society (PPS), i prigionieri palestinesi nel carcere AIO di Etzion continuano ad essere privati della soddisfazione di bisogni primari, tra cui acqua calda e cibo adeguato. Jacklin Mafarjeh, un avvocato della PPS, ha detto che i prigionieri di Etzion vivono in stanze maleodoranti e sono privati di prodotti per la pulizia, cosa che in inverno aggrava ulteriormente la loro sofferenza nel clima molto freddo.
Mafarjeh ha detto che nel periodo del processo, i prigionieri vengono detenuti in roulotte per un lungo periodo di tempo, senza consentire loro l’accesso al cibo o all’acqua.
Secondo il Council for European Palestinian Relations (CEPR), le condizioni di degrado nelle carceri israeliane hanno portato al deterioramento della salute di un gran numero di prigionieri palestinesi.
“Le cliniche delle prigioni sono diventate famose per offrire solo aspirina per qualunque trattamento sanitario e i medici all’interno delle cliniche sono tutti i soldati”, riferisce un rapporto di CEPR.
Attualmente, oltre 7000 prigionieri palestinesi sono detenuti in carceri israeliane come prigionieri politici.
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Il Centro Palestinese per i Diritti Umani (PCHR) ha accusato la Corte Suprema israeliana di fornire una copertura legale per le azioni dei servizi di sicurezza AIO, chiedendo la liberazione immediata e incondizionata del prigioniero in sciopero della fame, al-QiQ.
PCHR, in un comunicato, ha condannato fermamente la decisione emessa dalla Corte suprema israeliana nel febbraio 2016 di sospendere la detenzione amministrativa del giornalista Mohammed al-QiQ, che attualmente rischia la vita nell’ospedale AIO di Afulae, dopo 75 giorni consecutivi di sciopero della fame in segno di protesta per la sua detenzione senza accusa né processo.
Al-QiQ ha respinto la decisione della Corte Suprema israeliana, considerandolo un’elusione del suo diritto di resistere alla decisione illegale, inumana e immorale della detenzione amministrativa.
L’avvocato Raji Sourani, direttore del PCHR, ha detto che ‘la decisione della Corte Suprema di sospendere la detenzione amministrativa di al-Qeeq è un tentativo di rompere il suo sciopero della fame di 74 giorni, dando così ai servizi di sicurezza il via libera per poi riattivare la sua detenzione.’
Sourani ha spiegato ‘che riflette la cospirazione tra la Suprema Corte e i servizi di sicurezza israeliani, sottolineando il ruolo dei tribunali AIOF nell’offrire una copertura legale per i crimini israeliani commessi contro civili palestinesi arrestandoli arbitrariamente attraverso la politica di detenzione amministrativa.’
Il PCHR ha chiesto alla comunità internazionale di mettersi in moto immediatamente per fermare la politica israeliana di detenzione amministrativa contro i prigionieri palestinesi nelle carceri AIOF’.
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Domenica AIOF ha confiscato i permessi di lavoro dei lavoratori palestinesi dalla città di Qabatiya, a sud di Jenin, e ha impedito loro di attraversare il valico di frontiera al-Jalameh, nei pressi di Jenin, per raggiungere i loro luoghi di lavoro all’interno di AIO.
Un certo numero di lavoratori e autisti ha riferito ai media che, mentre stavano cercando di entrare in Israele per lavoro, AIOF ha controllato il passaggio di cui sopra, confiscando i permessi di lavoro e negando loro l’ingresso.
Da notare che AIOF nel pomeriggio di sabato ha tolto il suo blocco di tre giorni della città di Qabatiya, blocco imposto dall’esercito a seguito di una sparatoria fatale e attacco con coltelli, nella città di Gerusalemme, da parte di tre abitanti di Qabatiya che sono stati uccisi sul posto da AIOF. L’attacco è costato la vita di un soldato donna israeliano e il ferimento di un altro.
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Domenica AIOF ha dato un avviso di “chiusura e confisca” delle abitazioni familiari di quattro palestinesi di età compresa tra 16 e 19 anni, accusati di aver causato la morte di un autista israeliano con il lancio di pietre contro la sua auto ai primi di settembre, così hanno riferito le famiglie.
Le famiglie di Muhammad Salah Muhammad Abu Kiff, Fares Walid Mustafa al-Atrash, Abed Mahmoud Abed Rabbo Dawiyat e Muhammad Jihad al-Taweel, hanno detto che le loro case nel quartiere di di Sur Baher nella Gerusalemme est occupata vengono confiscate al fine di scoraggiare futuri attacchi contro AIOF e i suoi coloni. Le case, che ospitano 23 persone, devono essere chiuse e confiscate il 10 febbraio.
Le famiglie hanno detto che la decisione di scacciarle dalle proprie case è ingiusta, soprattutto perché il tribunale israeliano non ha ancora raggiunto una sentenza definitiva sull caso dei quattro ragazzi. Le famiglie hanno aggiunto che questo equivale a una punizione collettiva.
Le famiglie hanno negato che i loro figli siano responsabili per la morte del conducente israeliano, sostenendo che i quattro ragazzi stavano lanciando pietre ad almeno 500 metri di distanza dal punto in cui è avvenuto l’incidente.
Mentre è diventata pratica comune nel corso degli ultimi mesi per AIOF demolire le case di chi ha compiuto attacchi come deterrente per scoraggiarne altri, non è chiaro perché AIO hanno decretato di confiscare le case, anziché distruggerle. È interessante notare che la demolizione di case da AIOF è una punizione collettiva che lede i diritti umani, tanto che l’UE ha chiesto a Israele di fermarsi.

 

Traduzione di Marina Losi