L’autopsia conferma: Israele assassino – [email protected] – NUOVA RESISTENZA antifa’

10 Aprile 2016 0 Di luna_rossa

palestina

NOTIZIE 04/04/2016 – Enlightenment Voice for free Palestine NEWS in collaborazione con Radio Nuova Resistenza – A cura del Dr. Haq
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L’autopsia condotta domenica sul corpo di Abd al-Fatah al-Sharif ha confermato che il 21enne palestinese era ancora vivo prima che un proiettile sparatogli alla testa a bruciapelo da un soldato israeliano lo uccidesse, secondo una dichiarazione dalla Palestinian Prisoner’s Society. Il medico palestinese Rayan al-Ali, che ha partecipato all’autopsia di al-Sharif, ha dichiarato: “I risultati dell’autopsia, che ha avuto luogo presso l’Istituto di medicina legale AIOF di Abu Kabir, vicino a Tel Aviv, erano quanto ci si aspettava. Quello che il mondo intero ha visto attraverso il video che documenta la sparatoria era più che sufficiente, ma i risultati dell’autopsia lo hanno totalmente confermato”. Un ordine del tribunale dalla Corte suprema israeliana aveva rigettato un appello per consentire a un medico palestinese di partecipare all’autopsia stessa. Poi la corte ha successivamente concesso al dottor al-Ali soltanto di presenziare e prendere appunti per il rapporto sull’autopsia di al-Sharif, la cui uccisione da parte di un soldato AIOF il 24 marzo è stata bollata dalle Nazioni Unite come “esecuzione extragiudiziale.” Un video diffuso da B’Tselem ha colto il momento in cui il soldato si è fatto avanti e ha sparato a bruciapelo in testa ad al-Sharif, dopo che i soldati avevano fatto fuoco su di lui lasciandolo steso a terra, gravemente ferito, per diversi minuti.
Secondo i media israeliani, l’autopsia è stata effettuata nell’ambito di un’indagine in corso da parte del procuratore militare pubblico israeliano, per stabilire se al-Sharif è stato ucciso dai colpi di fucile iniziali che lo avevano visibilmente lasciato a terra immobile o dal proiettile finale che è stato sparato da distanza pari a zero. Il soldato ha affermato di aver agito per legittima difesa e si trova ad affrontare l’accusa di omicidio colposo e non di omicidio, come era stato ampiamente previsto. Nel video, si posso sentire i soldati israeliani dire in lingua ebraica “questo cane è ancora vivo”, mentre la voce del soldato che ha sparato ad al-Sharif sembra dire: “questo terrorista merita di morire.” Il soldato israeliano venerdì è stato rilasciato in stato di detenzione domiciliare presso un campo militare israeliano, dopo che è stato rigettato l’appello dell’accusa di prolungare la sua custodia cautelare per altri cinque giorni. La comunità internazionale ha reagito a seguito dell’uccisione di al-Sharif, esprimendo preoccupazioni che questa possa essere parte di una più generale linea politica israeliana di “sparare per uccidere” i sospetti attentatori palestinesi. “Siamo preoccupati che questa uccisione possa non essere un incidente isolato”, ha detto in una recente dichiarazione Rupert Colville, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, aggiungendo che “tutti gli incidenti in cui le forze di sicurezza hanno provocato morte o lesioni dovrebbero essere pienamente indagati, e i responsabili portati a renderne conto”.
Al-Sharif è uno degli oltre 200 Palestinesi che sono stati uccisi dalle forze israeliane e dai coloni da quando un’ondata di agitazioni si è diffusa su tutto il territorio palestinese occupato nel mese di ottobre. L’agitazione è stata caratterizzata da un’ondata di attacchi su piccola scala effettuati da individui palestinesi – principalmente contro obiettivi militari israeliani – che hanno provocato la morte di circa 30 israeliani, con la maggior parte dei sospetti attentatori palestinesi uccisi sul posto.
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Domenica le forze AIOF (Apartheid Israeli Occupation Force) hanno rapito un Palestinese a un posto di blocco nel nord del West Bank occupato, dopo che aveva tentato di effettuare un presunto attacco con il coltello. Il portavoce AIOF ha detto che l’uomo è stato arrestato all’altezza del raccordo Tappuah nel distretto di Nablus, dopo che i soldati israeliani l’avevano notato mentre camminava verso un gruppo di coloni israeliani in attesa alla stazione degli autobus. Il portavoce ha sostenuto che l’uomo palestinese avesse con sé un coltello. Nessun ferito è stato segnalato nell’incidente. Più di 210 palestinesi sono stati uccisi dalle forze israeliane da quando la Youth Intifada è scoppiata all’inizio di ottobre, molti di loro mentre presumibilmente compivano o tentavano di compiere attacchi su piccola scala contro i soldati israeliani. Quasi 30 israeliani sono stati uccisi durante lo stesso periodo di tempo. Secondo l’organizzazione per i diritti dei prigionieri ‘Addameer’, almeno 7.000 palestinesi sono stati arrestati e tradotti nelle carceri israeliane a partire da febbraio.
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Il 29 gennaio 168 studiosi italiani appartenenti a più di 50 atenei universitari hanno firmato una petizione, invitando le loro istituzioni a interrompere la collaborazione con l’Israel Institute of Technology (Technion) di Haifa. Il numero è salito rapidamente, superando le 332 firme la scorsa settimana. La petizione segue annotazioni analoghe da parte di studiosi e associazioni accademiche in tutta Europa, Stati Uniti e Sud Africa. Durante l’IAW (Settimana dell’Apartheid israeliana) 2016, associazioni e gruppi di studenti di tutti i campus italiani hanno avviato la campagna “studenti contro il Technion”, che abbraccia l’affermazione di Michel Foucault: “Il sapere non è fatto per comprendere, è fatto per prendere posizione”. Tuttavia, gli eventi organizzati per l’occasione sono stati accolti con un atteggiamento di netta “chiusura” da parte delle loro università. I Presidi delle Università di Torino e Cagliari hanno negato agli studenti gli spazi per realizzare conferenze sul BDS, adducendo come giustificazione della loro decisione l’assenza di una “controparte” nei programmi. Da parte loro, gli studenti hanno respinto le accuse dei loro Presidi e hanno ricordato che quando si tratta di “critiche” allo Stato di Israele, le istituzioni italiane spesso tentano di opporsi e impedire queste manifestazioni di resistenza pacifica, di fatto impedendo di ascoltare il parere degli oppressi. Hanno quindi occupato stanze all’interno dei locali universitari e svolto il loro programma IAW, nonostante la negazione del Preside. È un dato di fatto, questa non è la prima volta che università italiane scelgono di non consentire una critica aperta alle violazioni israeliane dei diritti dei palestinesi. Nel 2014, l’Università di Roma Tre ha revocato all’ultimo minuto lo spazio per una lezione dello storico israeliano Ilan Pappe, noto per la sua posizione a sostegno della causa palestinese.
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Una ragazza palestinese è stato gettata a terra e poi sequestrata domenica pomeriggio, dopo che avrebbe presumibilmente accoltellato una donna israeliana nella zona di Rosh HaAyin a sud di Tev Aviv. La polizia AIOF ha affermato che la donna israeliana ha riportato ferite leggere dopo essere stata attaccata dalla ragazza palestinese, che un gruppo di israeliani ha gettato e mantenuto a terra fino a quando è arrivata la polizia. La polizia israeliana ha affermato di aver aperto un’inchiesta.
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L’AIOF domenica mattina ha fatto chiudere i negozi palestinesi della cittadina di Huwwara nei pressi di Nablus, nel nord della Cisgiordania occupata, in modo da lasciar passare i coloni lungo la strada principale della città. Il responsabile palestinese per le questioni dell’insediamento nel nord della West Bank, ha detto che le forze di occupazione hanno fatto chiudere i negozi per proteggere i coloni israeliani che passavano illegalmente dalla strada principale di Huwwara. Ha inoltre aggiunto che, a causa della chiusura, giovani attivisti dell’Intifada si sono scontrati con i soldati AIOF.
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Le forse AIOF hanno aperto il fuoco sabato mattina contro l’area di Rafah City, al confine sud della Striscia di Gaza, ferendo due giovani palestinesi. I media hanno riferito testimonianze della gente del posto, secondo cui le forze israeliane di stanza alle torri di guardia ad est di Rafah hanno aperto il fuoco con le loro mitragliatrici contro due giovani palestinesi, mentre questi passavano nei pressi dell’aeroporto internazionale di Gaza distrutta. Gli equipaggi delle ambulanze hanno impiegato del tempo per raggiungere l’area, prima di trasferire i due feriti in ospedale per le cure, avendo questi riportati lievi ferite ai piedi. Nel frattempo, le forze della marina AIOF hanno aperto il fuoco contro un peschereccio palestinese al largo delle coste di Rafah, secondo quanto riferito dalla stampa . Fonti palestinesi hanno affermato che il peschereccio si è capovolto dopo essere stato preso direttamente di mira da navi da guerra israeliane. I pescatori a bordo si sono gettati in acqua e hanno nuotato fino a riva.
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La polizia palestinese ha arrestato sabato, nel distretto sud del West Bank occupato di Betlemme, il capo spirituale della Chiesa siro-ortodossa in Palestina e Giordania, secondo fonti della sicurezza palestinese. Murad era di ritorno da una celebrazione tradizionale siriana svoltasi presso il Bethlehem Convention Palace di al-Khader sud di Betlemme. Il portavoce della polizia palestinese Luay Irzeikat ha detto che l’arcivescovo siriano è stato arrestato sulla base di accuse di presunta parte civile e a seguito di una decisione da parte della procura generale, senza fornire ulteriori dettagli.

 

da Marco Zinno

Sorgente: Notizie dalla Palestina occupata | NUOVA RESISTENZA antifa’