COMMEMORAZIONE … NO GRAZIE!!!

24 Maggio 2016 0 Di diegone

sangue

di giandiego

Ieri dopo 5 anni ho rivisto un televisore “sempreacceso” a casa di mia suocera . Bhè casualmente ieri era il giorno in cui 14 anni fa veniva assassinato Falcone.

Non sono costituzionalmente un giustizialista, ho amici carissimi che lo sono, ma io no … di mio sono anarcoide, a-sistemico e diffido di giudici , poliziotti e carabinieri … i garanti del potere, le guardie, per me restano tali, anche quando agiscono bene.

Lo dico per onestà, così come sarò onesto nello stendere questo post. Nella giornata di ieri la figura di Giovanni Falcone ha inflazionato ogni possibile canale (anche quelli normalmente dedicati alle televendite) della televisione italiana.

Rai Storia gli ha dedicato una commemorazione a più canali.

Questo è un buon segno?

Significa che se ne è compresa la figura, che si sta valorizzando il suo lavoro?

Significa che finalmente lo stato ha separato i propri destini ed i propri percorsi dalle connivenze mafiose?

Perchè questo diceva Falcone, questo diceva Borsellino e cioè che nello stato si annidava il primo complice ed il primo responsabile del fenomeno mafioso!

Lo ripeto io sono un ribelle, questa è la mia natura, questa la mia scelta, ma a mio umilissimo ed inutile parere nulla di quanto ipotizzato sopra è reale … anzi è vero proprio il contrario, facendolo divenire fenomeno mediatico, esagerandone la visibilità ed il cordoglio … facendolo comparire come un santo laico il potere disinnesca Falcone e così farà, quando ricorrerà la sua morte, con Borsellino.

Non a caso chi ha ordito la trama di questa enorme commemorazione si è premurato di far notare come figure “vicine” a Falcone oggi siano immagini istituzionali, come molti magistrati cresciuti nella sua ambra oggi militino nelle file , guarda caso, del partito della nazione.  alcuni addirittura concorrendo a cariche nelle prossime competizioni elettorali, altri da ruoli chiave nella macchina dello stato.

Poco o nulla importa che questo sia il risultato di un compromesso mostruoso, proprio con quella “classe dirigente” dell’area grigia che l’omicidio del giudice ha propiziato, poco importa se “i mandanti” sono comodamente annidati proprio in quella Casta di cui indirettamente si celebra. Ed ancor meno pare importare la “carica critica” che Falcone e Borsellino hanno rappresentato nei confronti del potere.

Non fu complotto, ma equivoco … oggi essi sino eroi dello stato santissime icone.

Molte figure con forte carica “eversiva” sono state trattate e ricomposte in questo modo, nel tempo. Senza volere fare parallelismi inutili e blasfemi penso alle magliette del Che.

Ieri abbiamo assistito ad una commemorazione spettacolo da cui è uscito che lo stato ha reagito, arrestando Riina … il mostro, il massacratore … il sanguinario stragista.

Omettendo le responsabilità dello stato e l’esistenza di una “mente pensante in camicia e cravatta” molto lontana e diversa dai “gruppi di fuoco” con i loro boss da dozzina. Negando implicitamente ma esattamente quello che Falcone e Borsellino sostenevano. A questo proposito citerò Falcone stesso, contrariamente alle mie abitudini di non citatore per scelta:

Mi uccideranno, ma non sarà la mafia. La mafia non si vendica. Forse saranno mafiosi quelli che mi uccideranno, ma quelli che avranno voluto la mia morte saranno altri”.

Una frase che dice tutto quello che c’è dare … niente di più … niente di meno!