Un membro delle Pussy Riot si dice certo di essere stato avvelenato

26 Settembre 2018 0 Di ken sharo

Roma, 26 set. (askanews) – Pyotr Verzilov, esponente delle Pussy Riot ricoverato a Berlino, “crede fermamente” di essere stato avvelenato dai servizi segreti della Federazione russa, forse a causa della sua volontà di indagare sulla morte di tre giornalisti russi in Centrafrica. Verzilov, 30 anni, è stato ricoverato in ospedale in gravi condizioni a Mosca, prima di essere trasferito, circa dieci giorni fa, a Berlino grazie al contributo logistico di un’ong. I suoi medici credono che “molto probabilmente” sia stato vittima di avvelenamento. “Sto di nuovo bene, spero di uscire il prima possibile, e voglio tornare in Russia”, ha detto in un’intervista pubblicata oggi dal quotidiano tedesco Bild.Verzilov è uno dei quattro membri del gruppo di protesta Pussy Riot entrati in campo durante la finale dei Mondiali in Russia, lo scorso luglio, indossando uniformi della polizia. È anche il fondatore del sito Mediazona, che fornisce informazioni sui processi dei difensori dei diritti umani in Russia. “Ci sono due possibili ragioni per cui i servizi segreti russi potrebbero avermi avvelenato: da un lato, l’iniziativa durante la finale dei Mondiali, che li ha imbarazzati, e dall’altro i miei legami con i tre giornalisti russi assassinati in Africa”, ha detto l’attivista alla Bild.Coa/Int2

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